Martedì, 21 Febbraio 2012 18:45

Omar Sy: Quasi amici ispirato alla commedia all'italiana

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Esce il 24 febbraio nelle sale italiane l'esilarante commedia con l'eccezionale attore francese. L'abbiamo intervistato a Roma in occasione dell'anteprima stampa. 


Dopo il successo travolgente avuto in Francia (più di 20 milioni di biglietti venduti), è stato presentato anche alla stampa italiana Quasi Amici - Intouchables, pellicola francese che si appresta a conquistare il box office del nostro paese. Distribuito da Medusa in circa 300 copie, il film è stato presentato a Roma dai due registi Eric Toledano e Olivier Nakache e dal fantastico attore Omar Sy (L'esplosivo piano di Bazil). Visto il delicato tema principale del film - uno dei due protagonisti è tetraplegico - abbiamo chiesto come, in fase di scrittura, i due autori siano riusciti a trovare il giusto equilibrio di toni, evitando tutte le facili trappole del patetismo e del buonismo. “Un po’ di anni fa, vedendo un documentario, abbiamo scoperto questa storia” rispondono i due registi. “Da subito siamo stati sedotti dalla potenza emotiva  di questa amicizia tra due persone completamente diverse. Nella realtà è stato proprio il loro senso dell’umorismo travolgente e politicamente scorretto ad unirli, e noi, nel raccontare le loro vicende, abbiamo deciso di trasportarlo sullo schermo. E’ ovvio che abbiamo dovuto vedere tutti i film legati all’argomento, come Il mio piede sinistro e Rain Man, ma abbiamo deciso da subito di usare toni diversi dal serio e il drammatico.” Ed è proprio quando elencano le loro fonti di ispirazione che i due riservono qualche sorpresa: “Non è perché ora stiamo in Italia che lo diciamo, ma il nostro obiettivo, mentre pensavamo di fare una “bella commedia”, era rifarsi ai grandi film comici italiani degli anni sessanta e settanta. Uno su tutte, Profumo di Donna, è stata la pellicola che avevamo principalmente in mente. Non è un caso che mentre stavamo scrivendo la sceneggiatura avevamo il poster di Vittorio Gassman che ci vegliava dall’alto.”


Grandi attenzioni sono state suscitate anche dal bravissimo Omar Sy, che ci ha spiegato com'è nato il suo irresistibile personaggio: “Non ho dovuto faticare molto per entrare in questo personaggio visto che è stato praticamente scritto per me. Con Eric e Olivier ci conosciamo da una decina di anni e abbiamo lavorato a diversi  progetti insieme. Come mi hanno detto, mentre scrivevano avevano in mente solo me per questo hanno arricchito il mio Driss con lati attinenti al mio carattere (la passione per la musica, la pittura, una certa spregiudicatezza nei modi). In più il fantastico feeling che si è creato con il mio partner sullo schermo (l’attore Francois Cluzet) e una sceneggiatura perfetta hanno fatto il resto.”


L'attenzione si è spostata poi sul rapporto con l’America, dato che il film a breve uscirà nelle sale statunitensi e già si parla di un remake made Usa con Colin Firth come protagonista. “Sicuramente fanno piacere tutte queste attenzioni verso il nostro film da parte di Hollywood, ma non consideriamo un successo il fatto che si stia lavorando ad un remake. Gli americani infatti quando amano un film sono soliti rifarlo immediatamente dal loro punto di vista, con ambientazioni ed attori americani. Il nostro vero successo quindi è l’accoglienza che il nostro lavoro ha avuto dove uscito, soprattutto presso la comunità dei portatori di handicap. Sentirsi dire, da diversi disabili, che per la prima volta si è fatto un lavoro che aiuta tutti a ridere insieme a loro, è stato un enorme soddisfazione”.


Prima di finire questo piacevole incontro non si poteva fare a meno di ricordare la polemica scatenata dalla rivista americana Variety. “Prima addirittura che uscisse in Francia, Variety in un articolo ha accusato il nostro film di essere  razzista, degno di un racconto da Capanna dello Zio Tom. Queste sono senz’altro delle idiozie che hanno avuto l’unico scopo di creare una polemica inesistente. Spesso gli americani vedono le storie, specie europee, solamente dal loro punto di vista, dimenticandosi in questo caso che la Francia ha avuta una storia politico-sociale diversa dagli Usa. Il nostro obiettivo principale era dirigere una buona commedia che divertisse il pubblico, l’unico che può decidere la bontà dei nostri lavori, e che gli regalasse una storia di amicizia ed integrazione.” La stessa integrazione che, come ricorda il compositore Ludovico Einaudi, “dovrebbe essere alla base della nostra società”. 

doppioschermo

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