Cioccolata, che passione. Difficile trovare qualcuno a cui non piaccia. E in passato, farne il dolce collante di una commedia romantica aveva già garantito ottimi risultati al botteghino. Ultimo tra questi fortunati, il film Lezioni di cioccolato di Claudio Cupellini, con Luca Argentero, Violante Placido e Neri Marcorè. Incoraggiati dal successo, i produttori della pellicola del 2007 hanno pensato ad un sequel, sperando di bissare il successo del primo. Per questo nuovo capitolo sono tornati Luca Argentero e il simpatico Hassani Shapi, mentre come new entry d’eccezione compaiono Vincenzo Salemme e Angela Finocchiaro. Oltre al cast è cambiata anche la regia, stavolta in mano ad Alessio Maria Federici. “Sono molto soddisfatto”, ammette l’esordiente cineasta, che ha diretto su sceneggiatura di Fabio Bonifaci.
Entusiasta anche Argentero, ancora eccitato all’idea di aver preso parte ad un sequel. “Io punto alla trilogia!”, scherza l’attore. E nel manifestare la sua simpatia per il playboy che interpreta nel film, racconta: “Anche io vengo da una famiglia di costruttori, per cui questo film è un po’ la storia di come sarebbe potuto essere se non avessi intrapreso questa carriera”.
Lezioni di cioccolato 2 si presenta come una commedia leggera e sentimentale, una scelta che ad Angela Finocchiaro sembra piacere particolarmente: “Io credo profondamente nella commedia”. L’attrice, oltre alla fiducia nella casa di produzione Cattleya, non manca di sottolineare l’importanza che ha avuto nella sua scelta la presenza del collega Vincenzo Salemme.
Un tema però ingombrante monopolizza la percezione dell’intero film. Si potrebbe comodamente indicare con l’ormai consueta etichetta di product placement, sebbene l’invadenza dello sponsor nella trama del film è tale da aver portato qualcuno a coniare addirittura l’espressione di plot placement. A questo proposito, lo stesso regista si difende dalle accuse sottolineando l’importanza degli sponsor nel finanziamento di progetti cinematografici. “Devo dire che non ho mai ricevuto alcuna imposizione dall’alto”, assicura. “Io personalmente non credo che il product placement sia un male. E’ un male se il film viene percepito come un grande spot pubblicitario, perché vuol dire che qualcosa allora non ha funzionato”. A supporto della sua tesi, Federici cita l’esempio di Tom Hanks che, in una scena chiave di Cast Away, si rivolge urlando al suo amico pupazzo Wilson - in realtà, il nome del brand di una nota azienda sportiva che produce il famoso pallone omonimo usato nel film – senza che tutto il film (che contiene tra l’altro cun altro eccellente product placement a beneficio della Fed Ex) sia considerato un enorme spottone.
Ad ogni modo, sarà il pubblico a giudicare se Lezioni di cioccolato 2 è solo la lunga pubblicità di un’ambiziosa ed invadente industria dolciaria, capace perfino di monopolizzare feste romantiche e luoghi comuni sentimentali, oppure solo una commedia spensierata con forti richiami al mondo (ed al mercato) reale.




