Il buon cinema d’autore, sempre più spesso, riesce a far funzionare sul grande schermo un impianto narrativo tipicamente teatrale. Ci è riuscito il polanskiano Carnage, in tempi recentissimi. Lo ha fatto anche il gradevolissimo film iraniano di Asghar Farhadi, Una separazione. Ci ha provato anche il regista di origini colombiane Andres Arce con Falene, diretto su sceneggiatura di Andrej Longo. Il titolo già racchiude in sé il clima notturno, solitario e periferico di questo breve dramma beckettiano, che vede per protagonisti due immensi Totò Onnis e Paolo Sassanelli.
E con la distribuzione di Falene, si affaccia sul mercato nostrano una nuova importante realtà cinematografica, Distribuzione Indipendente, che si propone di promuovere il cinema d’autore e di genere nel Belpaese grazie alla collaborazione di circoli e associazioni culturali sparse su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di dare visibilità a pellicole di qualità che purtroppo, causa la miopia dei meccanismi commerciali, sempre più spesso non riescono nemmeno ad approdare in sala qui da noi. A volte nonostante queste abbiano persino raccolto consensi in Festival internazionali, proprio come nel caso di Falene (presentato anche al 31° Cinemed Montpellier e al Raindance Film Festival).
Ispirata ad un fatto di cronaca, la storia narra di due amici che trascorrono in tempo reale (un’ora e mezza circa) l’attesa di un evento che dovrebbe cambiare le loro vite per sempre. Ambientato in un paese della costa pugliese, l’intero film si basa sull’interazione dei due protagonisti e sui loro dialoghi serrati. “Quello che mi ha colpito di questa storia era l’autore: Andrej Longo”, dice Sassanelli. “All’inizio si trattava di un testo teatrale molto interessante ed era scritto in napoletano. Ciò che abbiamo fatto è stato di riscriverlo in barese”. Lo stesso Longo, sul passaggio dal testo teatrale al grande schermo, precisa: “Ho preso spunto da un fatto di cronaca, ma volevo infondere un po’ di ironia nella storia e scrissi un testo in napoletano. Poi ho avuto l’occasione di adattarlo per un film e abbiamo deciso di cambiare alcune cose e scriverlo in pugliese”. L’idea di adattare la piece a lungometraggio è stata fortemente voluta da Sassanelli, che ha impiegato circa 7 anni prima di poter vedere realizzato il suo progetto.
Il film, costato circa 60 mila euro, è in realtà una produzione molto piccola anche per gli standard italiani, e gli stessi attori hanno partecipato personalmente al suo finanziamento. Tuttavia, nonostante le difficoltà, è proprio Sassanelli a sottolineare quanto sia importanza la perseveranza per tutti coloro che amano il cinema. “Se si ha un’idea, bisogna andare fino in fondo. Il problema è che oggi non c’è passione”, afferma con convinzione. E aggiunge, con una punta di sconforto: “C’è gente incompetente, sia nella tv che al cinema. Travaglio dice che si è creata una classe dirigente insulsa. E ha ragione”.
E chissà se proprio con Falene e con l’impegno di Distribuzione Indipendente, non arrivi presto un segnale forte alla situazione produttiva e distributiva del nostro paese.




