11 May
Incontro con la neo-regista Stefania Sandrelli
Scritto da Marianna Pilato |
 
Stefania-sandrelliIncontriamo il cast di Christine Cristina, presenti all’incontro Stefania Sandrelli (al suo debutto nel ruolo di regista), sua figlia Amanda in qualità di attrice protagonista e altri interpreti rilevanti nella pellicola (Alessandro Haber, Paola Tiziana Cruciani, Blas Roca Rey, Roberto Herlitzka), in occasione della presentazione alla stampa del film alla Casa del Cinema di Roma.

Per prima cosa, si è voluto rimarcare il genere “di nicchia” al quale l’opera cinematografica è irrimediabilmente destinata: essa, infatti, verrà distribuita solo in alcune sale selezionate (esclusi i multiplex) e in non più di 20 copie. Il suo obiettivo non è quello di fare grandi incassi; per rientrare almeno nelle spese si punterà sul passaparola fra gli amanti dei film storico-culturali e in costume.

Dopo questa breve introduzione, la parola è passata subito in mano a Stefania Sandrelli. Ha voluto innanzitutto ricordare il contributo fondamentale al film dello sceneggiatore Furio Scarpelli, recentemente scomparso e coadiuvato nella scrittura di questo suo ultimo copione dal figlio Giacomo, da Marco Tiberi e dalla stessa Stefania.

In questa occasione, egli si era occupato soprattutto della ricomposizione dei testi in versi, cantati poi nel corso dello svolgimento del film dal trovatore Charleton (Alessandro Haber). Sebbene sia ancora possibile rinvenire le poesie originali di Cristina da Pizzano, esse non si sarebbero potute utilizzare per il grande schermo poiché di difficile comprensibilità. Le parole della lettera che l’eroina scrive al figlio nella scena finale, al contrario, non sono state rimaneggiate in alcun modo.

Stefania Sandrelli ha poi cominciato a rispondere con piacere alle domande dei giornalisti presenti al dibattito.

Come le è venuta l’idea di realizzare un film su una donna vissuta nel Medioevo, ma già così anticonformista?

Tutto è cominciato andando a cercare nel periodo di Natale dei libri interessanti da regalare. Per caso, fra i volumi, scorsi la miniatura di una donna che attirò la mia attenzione. Sono venuta così a conoscenza della storia appassionante di Christine, il cui corso cambia radicalmente alla morte del marito, del padre e del re Carlo V che proteggeva la sua famiglia. É proprio in questo periodo così difficile della sua vita che dimostrerà il suo coraggio, la sua caparbietà di non sottomettersi al potere e il suo talento artistico, cominciando a scrivere dei versi alquanto rivoluzionari per quell’epoca.

Del personaggio ho amato proprio la sua voglia di mettersi in gioco e di affermazione. Ho deciso di fare della sua vicenda un film perchéchristine-cristina reputo che essa purtroppo sia molto attuale anche nel 2010. Numerose donne ancora sono ridotte a mera merce di scambio, in una società governata prettamente dagli uomini. In quest’ottica, Christine può essere vista come una proto femminista e un modello da seguire, visto che è riuscita a emergere come poetessa già alla fine del Trecento.

La scelta sia dei componenti della troupe che degli attori è stata effettuata direttamente da lei in piena autonomia?

Si, la definizione del cast è una fase di cui mi sono occupata personalmente e a cui ho dedicato molta attenzione. Devo dire che sono stata molto fortunata, perché gli artisti e i collaboratori che volevo coinvolgere nel progetto erano tutti liberi da altri impegni. Lo storico Lucio Villari, per esempio, mi ha dato una mano a ricostruire nella maniera più realistica possibile il concatenarsi delle vicissitudini di Christine. Per quanto riguarda la qualità estetica, poi, sono stati importantissimi gli apporti del direttore della fotografia Paolo Carnera, gli abiti in stile, semplici ma accurati, realizzati da Nanà Cecchi e le scenografie di Marco Dentici.

Gran parte delle scene sono state girate sui set ricostruiti di Cinecittà, mentre altre in spazi all’aperto situati nella provincia di Roma. Ciò mi ha permesso di scoprire posti davvero suggestivi della campagna laziale, di cui fino ad ora ignoravo l’esistenza.

La data di uscita del film nelle sale coincide con quella della cerimonia dei David di Donatello, alla quale fra l’altro lei parteciperà poiché candidata come miglior attrice protagonista. Come risponde ai pronostici delle altre colleghe in lizza per la statuetta Margherita Buy e Giovanna Mezzogiorno che la danno già come vincitrice?

In tutta sincerità, se vincessi il premio penso che me lo meriterei. Non tanto per le mie capacità recitative, quanto per il fatto che ho creduto moltissimo nel film di Virzì La prima cosa bella per il quale sono in nomination. Ringrazio per gli auguri e per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato  Margherita e Giovanna, con le quali ho avuto il piacere di lavorare rispettivamente in Caterina va in città e ne L’ultimo bacio, considerandole entrambe due attrici di gran talento e insostituibili per il cinema italiano.

doppioschermo

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