14 Mar
Incontro con il cast di 'La première étoile'
Scritto da Giulia Distefano |
 
Scena dal set di 'La première étoile'

Nell’elegante scenario dell’Ambasciata Francese a Roma abbiamo incontrato il cast del film La première étoile. Esordio alla regia dell’attore francese di origine antilliana Lucien Jean Baptiste che nel film interpreta il personaggio principale. In sala al termine della proiezione è presente, insieme ai distributori in Italia, Firmine Richard, nel film, l’energica mamma del protagonista. La Richard è imponente nell’aspetto e nel sorriso forte, non a caso di origini antilliane anche lei. E’ principalmente un film sull’integrazione in Francia di differenti etnie, popoli emigrati a seguito delle colonizzazioni dei Paesi Europei, dunque parecchie domande sull’ argomento.

Ci parli un po’ delle sue origini e dell’attinenza che la sua storia personale , come quella del regista, ha con la vicenda del film.

Sono nata in Guadalupa nel 1947, e tra l’altro non ho nessun pudore a dichiarare apertamente i miei anni, portati benissimo (ride). Con la famiglia ci trasferiamo in Francia nel 1965, quelli furono gli anni del governo de Gaulle che fece molto per favorire l’integrazione. La Francia aveva bisogno di manodopera per rigenerare il mercato, dunque fummo messi nelle condizioni favorevoli ad integrarci. Il regista Lucien ha sicuramente dato forma al film con elementi autobiografici, lui stesso è arrivato in Francia con cinque fratelli e una madre che ha dovuto crescerli da sola cercando sempre di non farli mai sentire diversi dagli altri ragazzi francesi. C’è però da dire che il creolo è una lingua che non è morta, una volta che le comunità antilliane si trasferivano nella nazione continuava e continua ad essere tramandata di generazione in generazione.

La sceneggiatura è ambientata negli anni ’80, ed è riscontrabile nella storia quello di cui parla, ma ai nostri giorni invece, secondo lei, sussiste la stessa volontà di integrazione da parte delle comunità straniere?

Le generazioni successive alla mia, hanno sicuramente avuto più difficoltà, le diverse politiche di governo, la chiusura delle comunità, la situazione oggi è più complessa. Trovo comunque che alcune scene nel film siano significative e realistiche a riguardo: la bambina che vuole essere come le sue compagne, le donne dal parrucchiere invece, che rivendicano la propria identità legandola ad abitudini e comportamenti specifici e diversi.

Come mai si fanno così pochi film sulla realtà Antilliana?

E’ chiaramente necessario che qualcuno che abbia i mezzi, sia interessato a divulgare anche questo angolo di realtà. “la Premiere” ha avuto fortuna, era un progetto che aleggiava da circa dieci anni, fin che qualcuno non ci ha creduto, ed è stato sorprendente il riscontro europeo per un film di “Neri” difficile da esportare. In Francia ha incassato un milione e settecentomila euro, e sulla scia di questo successo si sta pensando anche ad un seguito.

La parola ora ai distributori. Lydia Genchi della Nomad Film, una società che è in vita da pochi anni, ci spiega il loro interesse alla distribuzioni di film francesi, che si allinea secondo le statistiche, ad una tendenza generale Europea.

“La premiere etoile” è un film che abbiamo trovato delicato, divertente e non volgare. Ha vinto il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico al Festival Internazionale de Comédie de L’Alpe d’ Huez, e ha avuto una Nomination al César 2010 come migliore opera prima. Per ora le copie sono quaranta ma speriamo di poter stamparne altre. Il nostro interesse al cinema d’oltralpe continua con altri gioiellini in uscita prossimamente : ancora una commedia “Les Beaux Gosses” ,ed un cartone animato “Panique au village” entrambi del regista Riad Satouff. Ho lavorato e vissuto parecchi anni in Francia, amo il loro cinema e i suoi stimoli e insieme ai soci crediamo che pian piano possano attecchire anche qui, nonostante certo, tutte le difficoltà di inserimento che i film a basso budget trovano in Italia.

doppioschermo

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