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Mercoledì, 18 Aprile 2012 11:14

Refn darà un prequel a Maniac Cop

Il regista danese è al lavoro sulla saga del Poliziotto Sadico

Pubblicato in Ultime notizie
Martedì, 30 Agosto 2011 02:00

Drive

Il film racconta la storia di uno stuntman professionista che di notte mette le sue doti al volante al servizio di rapinatori e malavitosi di varia natura. I problemi per lui nascono quando, dopo un colpo andato male, viene posto un contratto sulla sua testa e l’unico modo per salvarsi la vita è guidare meglio e più velocemente degli altri.
Pubblicato in Azione
Mercoledì, 08 Giugno 2011 02:00

Bronson

Bronson è basato sulla vita di uno dei più famosi criminali inglesi, Michael Gordon Peterson. Nel 1974, a 19 anni, Peterson era un teppistello che per farsi un nome, tentò di rapinare un ufficio postale con un fucile a canne mozze. Arrestato, fu condannato a sette anni di carcere: ma in prigione, ossessionato dall'idea di diventare famoso, iniziò ad attaccare con violenza gli altri detenuti e i secondini, ottenendo così prolungamenti di pena che lo fanno rimanere in prigione ancora oggi. 34 anni passati dietro le sbarre, 30 dei quali in isolamento: nel corso di questi 34 anni, Michael Gordon Peterson ha assunto il nome d'arte di Charles Bronson.
Pubblicato in Drammatico

Presentato alla stampa l'ultimo film del regista danese, che ha dichiarato di essersi ispirato a Dario Argento e Sergio Leone.

Pubblicato in Approfondimenti
Venerdì, 20 Novembre 2009 02:04

Pusher - Recensione

Pusher

Pusher (Danimarca, 1996, 109'). Regia: Nicolas Winding Refn; Soggetto e Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn e Jens Dahl; Fotografia: Morten Soborg; Montaggio: Anne Osterud; Scenografia: Kim Lovetand Julebaek; Suono: Peter Schultz; Personaggi e Interpreti: Kim Bodnia (Frank), Mads Mikkelsen Tonny), Zlatko Buric (Milo), Slavko Labovic (Radovan), Laura Drasbaek (Vic); Produttore: Henrik Dranstrup; Produzione: Balboa Enterprise; Distribuzione: Nordisk Film International.

Pusher, lo spacciatore, è forse il film più famoso del giovane regista danese Nicolas Winding Refn, al quale il Torino Film Festival ha dedicato un'antologia. Protagonista della vicenda è Frank, piccolo spacciatore che opera nei sobborghi di Copenhagen atteggiandosi a gangster. Vende e compra droga per tutti i gusti. Finchè non viene beccato dalla polizia. Per non essere sorpreso con le mani nel sacco, il pusher è costretto, alla fine di un lungo inseguimento a piedi, a gettare il sacco con l'eroina nelle acque di un lago. E qui cominciano i suoi guai. Finisce in cella per ventiquattro ore e scopre che il suo socio Tonny, per salvarsi dall'arresto, ha rilasciato delle dichiarazioni contro di lui.  Quel che è peggio però, è il debito con Milo, il boss della mafia balcanica che gli ha consegnato la merce. Gli deve molti soldi, troppi per le sue possibilità. Frank allora perde la testa. Prima massacra di botte Tonny, per dargli una lezione, poi si mette alla ricerca del denaro necessario a pagare il debito. Milo gli da una settimana di tempo e quando si accorge che lui non ce la fa, si spazientisce facendolo pestare a sangue. La disperazione porterà lo spacciatore a rispondere alla violenza dei mafiosi con altrettanta crudeltà. E, armato di un fucile a canne mozze, non risparmia i suoi aguzzini. Tutti, meno il capo. E il risultato sarà disastroso.

Ritmi e scene da film pulp. Sangue e ferocia in salsa danese. I bassifondi di  Copenhagen, qui, sono come il Bronx di Carpenter. Adrenalina a mille. Non si riesce a distogliere lo sguardo dallo schermo nemmeno per un attimo. Nel suo genere, è un capolavoro. Il primo di una trilogia che viene presentata nella retrospettiva al festival di Torino 2009. Crudo e realista nella rappresentazione della violenza e intenso nella connotazione dei personaggi, alcuni dei quali torneranno, nella loro spietatezza, in Pusher II e Pusher III. Formidabili (e ben diretti) gli attori, a cominciare da Kim Bodnia, il protagonista. Anche il boss Milo (Zlatko Buric) è ben tratteggiato. Tutto sembra vero, con le inquadrature che colgono anche i dettagli. Un esempio del grande talento di Refn.
Pubblicato in Recensioni

doppioschermo

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