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La casa della peste in DVD

Arriva direttamente in dvd grazie a Delta Pictures 'La casa della peste', horror di Curtis Radclyffe. Edizione tecnicamente sufficiente con un curatissimo doppiaggio, ma povera di contenuti extra.

Titolo originale: The Sickhouse
Genere: Horror (vietato ai minori di anni 14)
Paese di produzione: UK
Diretto da: Curtis Radclyffe
Produttore: Delta Pictures
Cast: Gina Philips, Alex Hassell, Kellie Shirley, Andrew Knott
Durata del film: 100 min
Anno di produzione: 2007

Audio: Italiano (5.1 Dolby Digital), Inglese (5.1 Dolby Digital)
Sottotitoli:
Non udenti: Italiano
Video
: 1.85 Pal Anamorfico
Contenuti speciali
: Trailer

Trama in breve: A metà strada tra 'Hellraiser', 'La mummia',' Alone in the Dark' e i migliori action thriller a sfondo esoterico, 'La casa della peste' ('The Sickhouse') trova ambientazione in un vecchio ospedale di Londra dove, durante alcuni scavi, vengono ritrovate spore di peste medievale, risalente al 1666, l’anno della terribile epidemia di Londra. Anna, una giovane archeologa ricercatrice, è convinta che questo ritrovamento nasconda un terribile segreto e persiste nelle sue ricerche, ostacolata dalle autorità, che, invece, decidono di demolire l’edificio. Una notte Anna entra illecitamente nel vecchio ospedale per raccogliere prove dei suoi terribili sospetti….

Come suggerito dal titolo, il film di Curtis Radclyffe gioca con un tema molto caro alla letteratura manzoniana: la peste, famigerata epidemia che in differenti fasi storiche ed aree geografiche ha decimato popolazioni e seminato panico e paranoia.

La trama è molto lineare. In seguito ad alcuni scavi in un vecchio ospedale di Londra vengono ritrovati dei resti archeologici contenenti ceppi batterici della peste che aveva colpito Londra nel 1666 (anno simbolicamente non casuale per una certa sequenza numerica). La protagonista è una giovane archeologa intraprendente e parecchio incosciente la quale, convinta che la vicenda legata a questo ritrovamento sia ben più complessa ed oscura – nonché ancorata a terribili fatti accaduti all’epoca dell’epidemia – decide, alla notizia che l’edificio sarebbe stato demolito l’indomani, di intrufolarsi al suo interno per cercare qualcosa che possa avvalorare la propria tesi prima che sia troppo tardi. Ma non sarà la sola a girovagare per l’inquietante struttura.

Il film cerca di racchiudere febbrilmente tutti i topoi più e meno abusati del genere horror degli ultimi anni (e non solo): edifici maledetti, orfanotrofi, comitive di ragazzi sbandati che vanno incontro al pericolo, nenie spettrali, parti infausti, imbecilli che continuano a riprendere tutto con una digitale mentre sono a rischio di vita, dialoghi imbarazzanti e caratterizzazioni dei personaggi pressochè inesistenti. D’altra parte, non si tratta nemmeno di un prodotto inguardabile: ci sono vari esempi di horror molto meno dignitosi che hanno avuto ultimamente il privilegio – non concesso a La casa della peste – del passaggio cinematografico. In definitiva, una classica pellicola di genere, senza troppa infamia e senza troppa lode.

Dal punto di vista tecnico, il riversamento non è eccellente ma nemmeno scadente. La maggior parte delle scene si svolgono in ambienti scuri e alcune sequenze simulano le riprese amatoriali in digitale, per cui l’effetto grana diventa preponderante e la visione più sporca. Anche se probabilmente, in termini di “tensione”, questo elemento non lavora necessariamente a sfavore dello spettatore. Nessuna annotazione particolare per l’audio, abbastanza bilanciato e capace di regalare qualche brivido. Un po’ di delusione per l’assenza di extra, praticamente ridotti ad una galleria fotografica ed alcuni trailer (per lo più promozionali). Invece, una nota di demerito più seria per l’assenza dei sottotitoli in inglese, nonché della possibilità di guardare la versione originale non sottotitolata in italiano. Il doppiaggio invece risulta abbastanza curato, soprattutto se si considera lo standard degli adattamenti italiani per i film horror (tanto più quelli destinati direttamente all’home video).

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Warner Home Video presenta Gran Torino

Warner Home Video presenta l'ultimo capolavoro di Clint Eastwood.

Gran Torino sarà disponibili in DVD e Blu-Ray con copia digitale.


 

Audio: Italiano (5.1 Dolby Digital), Inglese (5.1 Dolby Digital e 2.0 audio decriptive service)
Sottotitoli:
Italiano, Arabo, Ebraico, Islandese, Olandese - Non udenti: Italiano, Inglese
Video: 16x9 - 2.40:1
Contenuti speciali:
Manning the Wheel
– il concetto di mascolinità nella cultura americana dell’automobile
Gran Torino: più che un’automobile - una visita a Detroit e alla Woodward Dream Cruise, evento
annuale sulle auto d’epoca, con appassionati che descrivono il legame speciale che unisce l’uomo
alle automobili

 

 


Audio: Dolby Digital: Italiano 5.1, Inglese 5.1, Inglese 2.0 audio decriptive service, Spagnolo 5.1, Tedesco 5.1, Francese 5.1 -

Dolby TrueHD: Inglese 5.1
Sottotitoli:
Italiano, Spagnolo, Tedesco, Olandese, Finlandese, Cinese, Coreano, Norvegese, Svedese, Inglese, Francese - Non udenti: Italiano, Inglese, Tedesco
Video: 1080p High Definition 16x9 2.4:1
Contenuti speciali:
Manning the Wheel
– il concetto di mascolinità nella cultura americana dell’automobile
Gran Torino: più che un’automobile - una visita a Detroit e alla Woodward Dream Cruise, evento
annuale sulle auto d’epoca, con appassionati che descrivono il legame speciale che unisce l’uomo
alle automobili
The Eastwood Way – un approfondimento sul modo di lavorare del grande regista e attore
Audio contenuti speciali: Stereo: Dolby 5.1 e 2.0
Sottotitoli contenuti speciali:
Italiano, Olandese, Spagnolo, Cinese, Coreano, Tedesco, Inglese, Francese (negli inserti bonus selezionati)
Extra: copia digitale del film

 


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Metropolis

Metropolis (1927) è universalmente riconosciuto come progenitore della fantascienza moderna, della grande fantascienza, quella che fra le righe della spettacolarità  e dell'esibizione dell'effetto inserisce un ragionamento che investe il sociale, e, soprattutto, la contemporaneità. E' dal paradosso (la rappresentazione del futuro che illustra a chiare lettere la situazione del presente) che nasce la grande fantascienza (si pensi ai romanzi di Dick, Lem, al Brazil di Terry Gilliam e via dicendo).  

Metropolis ha una storia tutta particolare, dalle difficoltà di produzione (portò al fallimento della storica casa produttrice tedesca UFA) ai rapporti che legavano Fritz Lang alla sceneggiatrice Thea Von Harbou (prima compagni di vita, poi separati per l'adesione della Von Harbou al Nazismo) alla singolarità e novità delle scene, delle riprese e della tecnica utilizzata.

Il soggetto dell'opera, comunque, non risulta essere un capolavoro; tratto da un romanzetto d'appendice della Von Harbou (anche se variato in alcuni punti), Narra le storie parallele di una grande città del futuro – Metropolis appunto, e la storia d'amore fra il figlio del dittatore di Metropolis e la povera insegnante Maria.

La grandiosità  dell'opera risiede nella resa tecnica della messa in scena, innovativa e rivoluzionaria per l'epoca, e nella produzione simbolica che Lang riesce a concepire, creando in alcuni tratti dell'opera quasi un “montaggio analogico” in linea con i concetti eiszensteiniani (si pensi l'immagine – fantasma del Moloch che ingurgita gli operai, simbolo dei ritmi di lavoro oppressivi, dell'ostilità verso l'alienazione e spersonalizzazione comportate dalla macchina).

Due sono le fondamentali innovazioni tecniche che introduce Lang: l'Effetto Schufftan e l'utilizzo del Passo Uno (o stop motion), nel cinema d'autore (già veniva utilizzato nelle prime animazioni ed in altre tipologie di cinema). L'Effetto Schufftan non era nient'altro che un gioco di specchi inclinati che permetteva di simulare spazi ed edifici enormi realizzando fondali dipinti che con questi giochi di inclinazione prendevano forme realistiche e tridimensionali.

Gli effetti speciali sono invece quasi interamente legati allo stop motion, con la sovrimpressione della pellicola già girata (simile alla tecnica usata da Eizsenstejn nella Corazzata Potemkin per i fantasmi impiccati sull'albero maestro della nave).

L'opera è  fortemente intrisa di simbolismo, tanto che Lang la ripudierà  in parte dopo molti anni, credendola abbastanza semplicistica (in effetti la genialità di Lang, nel punto della produzione simbolica, sta nella resa estetica del oggetto simboleggiato, non nel significato del simbolo stesso, che il più delle volte appare semplice, popolare, d'appendice appunto). Il tema sociale, e l'intreccio fra sociale e fantascientifico hanno, nonostante tutto, una ottima resa, che farà scuola, come si diceva all'inizio. Dobbiamo pur sempre consioderare che l'opera è del 1927, è l'inizio, in un certo qual modo, della grande fantascienza al cinema, e soffre un po' di difetti definibili di “inesperienza”, errori di gioventù, a volte di mancanza di approfondimento.  

Tutto questo non toglie assolutamente nulla all'unico giudizio che si può dare a questo film, ovvero sia “capolavoro”. Una forza immaginaria quasi irreplicabile, un impatto con lo spettatore veramente devastante (ancora oggi, si pensi all'epoca che effetto fece sul pubblico, che ormai cominciava ad essere avvezzo al cinema), un film di una valenza estetica straordinaria. Un pezzo da collezione, immancabile nella videoteca di chi si definisce un amante del grande Cinema, un'opera immortale.
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“Lo stato di eccezione”, le colpe di Monte Sole in Dvd

La verità su uno degli episodi più atroci della storia italiana, la strage nazifascista di Marzabotto (tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944) è stata a lungo negata. Il film-documentario “Lo stato di eccezione” è la testimonianza del processo che tra il 2006 e il 2007 ha condotto a una storica sentenza di colpevolezza. A fronte della diserzione di gran parte della comunicazione ufficiale, il film, che Germano Maccioni e Loris Lepri, con una piccola troupe cinematografica, si sono assunti il compito di realizzare, vuol essere un luogo di impegno civile e di memoria storica.
Per più di un trentennio, dal 1960 al 1994, sono stati intenzionalmente occultati nell'“armadio della vergogna” innumerevoli documenti. Ebbene, nel momento in cui a La Spezia nel 2006 si apriva un processo atteso per oltre sessant’anni, dove si sarebbero giudicati ben 17 nazisti per gli orrori di Monte Sole, il nostro Paese prestava un’attenzione minima e superficiale. Il cofanetto è disponibile nelle principali librerie italiane (e alla Cineteca di Bologna) dal 21 aprile al prezzo di 14,90 Euro. Assieme al film, il booklet e gli extra, con interviste a Giulio Andreotti, Mimmo Franzinelli, Luigi Di Gianni, Udo Gümpel e il documentario “La menzogna di Marzabotto” di Carlo di Carlo.

Contenuti extra del film
- Intervista a Udo Gümpel, giornalista, e filmati dalle sue inchieste televisive sulla ricerca di ex SS ancora in vita (ADR)
- Intervista a Giulio Andreotti (di Alberto Nerazzini), da passatoprossimo di Davide Savelli e Alberto Nerazzini (OffSide, 2005)
- Intervista a Mimmo Franzinelli, autore di Le stragi nascoste (Mondadori, 2002)
- Intervista a Luigi Di Gianni, regista e autore di un documentario mai messo in onda
- Testimonianza resa al processo da Rudolf Jacobi, ex SS (scena tagliata dal film)
- La "menzogna" di Marzabotto (1961) di Carlo di Carlo
- Estratto da Marzabotto (1984) di Carlo di Carlo

Il libretto
A cura di Loris Lepri, cosceneggiatore del documentario, il libro comprende una ricostruzione storica dell'eccidio di Monte Sole, il testo di Giorgio Bocca La marcia della morte, scritti del pubblico ministero Marco De Paolis e dell'avvocato di parte civile Andrea Speranzoni, con un'introduzione di Angelo Guglielmi.

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