Quando John Carpenter porta sugli schermi Halloween è ancora un giovane regista senza un vero e grande successo alle spalle. Qualche anno prima ha girato un poliziesco molto crudo, Distretto 13 – le brigate della morte, che è stato apprezzato dalla critica e che tratta un argomento molto caro a Carpenter: il tema dell'assedio . Il regista è talmente affascinato dall'idea della minaccia che si abbatte su un luogo intimo che comincia a pensare che un tema simile, applicato a un film horror, potrebbe fare scintille. Halloween nasce proprio da questo presupposto: terrorizzare lo spettatore grazie a una tensione dettata dalla continua minaccia. Il primo film su Michael Myers è un prodotto studiato nei minimi particolari che non lascia niente al caso. L'inizio ad esempio ci introduce al terrore con una scansione dei tempi perfetta: attraverso una soggettiva lunga e movimentata assistiamo ai movimenti di Michael che si appresta ad uccidere la sorella. Noi spettatori non sappiamo che faccia abbia l'assassino fino a quando, ad omicidio compiuto, con un dolly Carpenter ci svela che il killer è un bambino. Questo è il segreto di Carpenter: spiazza lo spettatore sovvertendo schemi e regole. Non ci presenta un maniaco grosso, deforme e violento come Leatherface, ci sbatte in faccia che il male è in un bambino, e non un bambino alla Omen – il presagio, consapevole e malefico, Michael è un bimbo biondo, dallo sguardo ingenuo e angelico, anche se vuoto. Ed è chiaro dai particolari mostrati, che non proviene neanche da un contesto famigliare disturbato, anzi rientra nella perfetta normalità della borghesia di provincia. Non sapremo mai perchè uccide, né che faccia avrà da adulto. Tutto il film si svolge secondo questa regola semplice e precisa: far accadere tutto il contrario di ciò che lo spettatore si aspetta. Grazie a questo stratagemma, Halloween diventa un meccanismo di tensione altissima. Dopo l' incipt folgorante, per buona parte del film non succede granchè, noi assistiamo alle vicende di tre amiche che si preparano alla serata, in un'atmosfera provinciale e idealmente allegra (d'altra parte è il 31 Ottobre) ma in realtà scandita da una sensazione di solitudine, sottolineata dal vento e dalle foglie gialle lungo i bordi delle strade. Michael segue le ragazze, con un occhio di riguardo per la complessata e virginale Laurie ( Jamie Lee Curtis, che con questo film diventerà la Scream Queen per eccellenza) e la tensione è scaturita, oltre che dal celebre e penetrante motivo musicale, da un gioco di inquadrature a cui lo spettatore non può sottrarsi: il regista fa comparire in più e più occasioni l'assassino alle spalle degli ignari protagonisti, cosicchè chi vede il film ha sempre la sensazione che Michael possa sbucare fuori da un momento all'altro, e più volte si ritroverà a vederlo anche dove Carpenter in realtà sta mostrando un attaccapanni in penombra o un albero attraverso una tenda. E, per assicurasi che il suo trucchetto funzioni, e che nessuno possa sfuggirli, il regista fa in modo che la presenza di Myers sia l'unico elemento a cui prestare attenzione, non c'è infatti in tutto il film una goccia si sangue che possa far distogliere lo sguardo ai più impressionabili, e i discorsi tra i personaggi sono volutamente talmente poveri di contenuto che non potranno mai attirare l'attenzione dello spettatore. No, Carpenter vuole solo ed un'unica cosa: che ci concentriamo sul personaggio di Michael e che ne veniamo condizionati così tanto da vederlo ovunque. Il discorso è identico per la parte finale del film, quando ormai le carte sono scoperte e Laurie si ritrova sola a scappare dall'assassino. Michael viene colpito più volte mortalmente, ma non muore. Perché? Non c'è una risposta. O meglio, sebbene questa scelta narrativa sia stata criticata dagli spettatori più cerebrali e avvezzi alle spiegazioni risolutive, in effetti la risposta sta proprio nel concetto di assedio di Carpenter: non gli interessa spiegare perchè l'uomo nero è immune ai colpi, gli interessa che lo spettatore sappia che quando Laurie penserà di averlo ucciso, Michael sarà in piedi, dietro di lei, pronto a colpirla.








