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Un navigatore solitario nell'oceano cinematografico: Sir Ridley Scott

Se il cinema fosse un oceano e i suoi maestri degli abili navigatori che ne solcano le onde, Sir Ridley Scott sarebbe un navigatore solitario che sfrutta le grandi flotte pur rimanendo immune alla tentazione di unirsi ad una qualsiasi di esse.

Formatosi durante gli anni ’60, piuttosto che abbracciare le rivoluzioni stilistico/narrative dei “giovani turchi”  della Nouvelle Vague o la tradizione degli “angry young men” britannici che tanto ispirò i lavori di Tony Richardson, Lindsay Anderson e Karel Reisz, solo per citarne alcuni, mentre in America iniziava a farsi strada quella New Hollywood che suggellerà l’unione tra cinema commerciale e d’autore, Scott, forte della sua esperienza televisiva e pubblicitaria, propone un cinema fortemente estetico, capace di rivoluzionare l’immaginario visivo così come altri rivoluzionavano quello narrativo.

Ridley Scott esordisce alla regia di un lungometraggio nel 1977 con ‘I Duellanti’ film storico già caratterizzato da un forte impatto visivo che ricorda il capolavoro ‘Barry Lindon’ di Kubrick condito con un’ossessione per il codice e l’onore. Dimostrando subito un’alta flessibilità nel passare da un genere all’altro Scott si dedica alla fantascienza realizzando due autentiche “perle” del genere: ‘Alien’ e quello che è il suo capolavoro ‘Blade Runner’. Entrambi i film rivoluzionano l’estetica della fantascienza, ‘Blade Runner’ lancia il genere cyber-punk realizzando un’ambientazione gotico-futuristica che ispirerà tantissime opere condita da una forte componente filosofica capace di regalare maggiore spessore al genere fantascientifico. Alla fantascienza è collegato anche lo spot di culto ‘1984’ che Scottrealizzò per il lancio dei prodotti Macintosh Apple e che trae spunto proprio dal romanzo “1984” di George Orwell. L’attività pubblicitaria di Scott risulta fondamentale per comprendere il suo stile  così elegantemente comunicativo. Ancora oggi Scott si cimenta nella pubblicità e basta guardare la campagna per Prada che mostra le diverse sfumature dell’essere donna con eleganza e grazia a differenza della popolana volgarità stereotipata della campagna Intimissimi di Gabriele Muccino.

Dopo il fantasy ‘Legend’, caratterizzato da un giovane Tom Cruise e da spettacolari scenografie, seguono ‘Chi protegge il testimone’ e ‘Black Rain – Pioggia sporca’ che ricorda il Pollack di ‘Yakuza’. Con ‘Thelma e Louise’ Scott riconquista i riflettori internazionali regalando al pubblico una commedia amara sull’inadeguatezza sociale e sul voler fuggire dall’ordine prestabilito delle cose. Dopo la Sigourney Weaver di ‘Alien’ Ridley Scott regala al cinema due nuove eroine simbolo dell’emancipazione femminile Geena Davis (Thelma) e Susan Sarandon (Louise) rappresentano un nuovo stereotipo di donna fiera e indipendente, da segnalare l’esordio di un giovane Brad Pitt.

L’insuccesso del pur riuscito ‘1492:la conquista del paradiso’, sulla vita di Cristoforo Colombo, non frena la spinta imprenditoriale di Scott che insieme al fratello Tony, specializzato in adrenalinici film d’azione di grande successo (‘Top Gun’), fondò la Scott Free che produsse i suoi ‘L’Albatros-Oltre la tempesta’ e ‘Soldato Jane’, e che attualmente produce note serie TV come ‘Numb3rs’. Nel 2000 l’enorme successo de ‘Il Gladiatore’ riporta Scott sulla cresta dell’onda insieme all’attore Russel Crowe con cui il regista creerà un sodalizio che li vedrà impegnati insieme in diverse pellicole.

Nel 2001 Scott realizza ben due film, ‘Hannibal’ mediocre sequel del classico ‘Il silenzio degli innocenti’ e ‘Black Hawk Down’ riuscito film bellico. Tra alti, ‘Il genio della truffa’, e bassi, ‘Le crociate’, ‘Un’ottima annata’, bisogna aspettare il 2007 per ritrovare un Ridley Scott degno di nota con ‘America Gangsters’ che fa tesoro dei classici del genere come ‘Il padrino’ o ‘Quei bravi ragazzi’ filtrandoli attraverso la lente estetizzante del regista britannico. Con ‘Nessuna verità’ Scott ritorna alla guerra ma questa volta indaga i giochi di potere sfruttando al meglio un convincente Leonardo di Caprio. Recentemente abbiamo visto Scott aprire l’ultimo festival di Cannes con il suo ‘Robin Hood’ che innegabilmente tenta di bissare il successo de ‘Il Gladiatore’ riproponendo Russel Crowe nelle vesti di eroe imperfetto.

In conclusione Sir Ridley Scott non sarà tra i più grandi maestri della storia del cinema, poiché spesso legato a delle ispirazioni e a dei riferimenti esterni che, per quanto filtrate, risultano inibitrici della sua originalità espressiva, ma comunque rimane un grandissimo esteta, forse incapace di operare fuori dal filtro della bellezza ma capace di regalare ad ogni sua opera un look unico ed inconfondibile.

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