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Lost in Lost: diario della puntata 'The End' (6x17-6x18)

Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Tutto ciò a cui abbiamo assistito per sei serie (dall'incidente aereo alla morte di Jack, passando per la statua, la Dharma, la botola, i numeri, Jacob e suo fratello, eccetera eccetera) è accaduto realmente. L'Isola è un posto misterioso, sospeso nel tempo e nello spazio, con le sue regole d'accesso, ma è esistito davvero. Le morti dei vari Losties sono avvenute nell';esatto momento in cui le abbiamo viste: Charlie è morto annegato, Locke strangolato da Ben, Sun e Jin si sono spenti sott'acqua. Jack salva l'Isola dalla distruzione, uccide il fumo nero in un finale alla Blade Runner e poi si sacrifica. I personaggi che non abbiamo visto morire (Kate, Sawyer, Desmond) semplicemente... muoiono più tardi, in vecchiaia, in circostanze trascurabili (è questo, a pensarci bene, il vero tallone d'Achille del finale). Il loro rincontrarsi tutti insieme, alla fine di un ipotetico purgatorio che è quello raccontatoci dalla presunta "realtà alternativa" (che non era dunque realtà, nè tantomeno alternativa), è stato propiziato da Hurley e Ben, che nel loro periodo da guardiano e vice-guardiano dell'Isola hanno escogitato un sistema alternativo a quello di Jacob per radunare nuovamente l'intera umanità lostiana.
Lost va dunque in archivio, lasciando un marchio indelebile sulla storia della televisione e dell'intera cultura contemporanea. Si sprecano le incongruenze e i punti irrisolti, come del resto i dubbi su un "purgatorio" dalle circostanze molto discutibili (gente morta che non sa di esserlo, o che partorisce, o che uccide altre persone...). E' la vecchia storia del saggio che indica la luna mentre noi guardiamo il dito? Ognuno la pensi come vuole, aiutato in questo dalla sfacciata ambiguità su cui Lindelof & Cuse hanno deciso di calare il sipario, in un finale smaccatamente aperto più per l'impossibilità di trovare una "chiusa" plausibile che per la volontà di lasciare nella dimensione del "non detto" molti aspetti della trama. La ruffianeria di molte scene d'amore/amicizia ritrovata rasenta il cinismo, alimentato dalle musiche strappalacrime di Michael Giacchino. Eppure non è l'aldilà che ognuno di noi sogna per la propria vita? Non è un finale a suo modo perfetto, quello di immaginare di rivedere le persone a noi più care, quelle che ci legano al più bel periodo della nostra esistenza, e trascorrere con loro l'eternità e un giorno? Se è drammaturgicamente discutibile e poco originale un epilogo da "tutti-morti-appassionatamente", come si può discuterne la poesia e l'alto valore evocativo, collocato oltretutto in una direzione che va verso un ipotetico Paradiso senza distinzioni di culto?  "La vita è una festa, viviamola insieme", diceva Mastroianni in 8 1/2 di Fellini. "Siamo qui per ricordare e lasciar andare", gli fa eco Christian Shephard: una frase che, anche se non siamo d'accordo con il modo in cui si è arrivati ad essa, onestamente ci sembra bellissima.

Lost è superiore alla qualità dei propri ultimi venti minuti. Non bisogna essere troppo ingenerosi: scrivere un finale da applausi era impresa titanica, com'era del resto impossibile star dietro allo stesso modo al filone scientifico para-complottistico e a quello spiritual-misticheggiante. Col tempo e col passare delle puntate, ogni episodio di Lost ha acquisito l'autorevolezza di una messa pagana e l'intera serie ha vissuto di luce propria anche oltre i propri meriti, sorvolando su momenti al limite dell'imbarazzo (come la breve e inutile comparsata del santone Dogen e del suo assistente psichedelico all'inizio della sesta serie). E' stata una bella avventura e, quand'anche ci avessero solennemente preso per i fondelli, non avrebbero potuto trovare un sistema più meraviglioso di questo. E, se può deludere lo "spiegone" di Christian a suo figlio, è ammirevole l'ultima scena, l'ultimo sguardo di Jack al cielo, un aereo che passa, gli occhi si chiudono, inizia una nuova storia.
I Losties sono morti, viva Lost.
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Lost in Lost: diario della puntata 'What They Died For' (6x16)

Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Che bella che è la penultima puntata della storia di Lost. Un'illusione ottica a prova di bomba, quella messa in piedi da Lindelof & Cuse: far credere di avere avuto perfettamente il controllo della situazione sin dall'inizio, di aver avuto le idee chiare fin dalla prima scena ("Ricordi quel campo di bambù in cui ti sei risvegliato quando sei arrivato qui per la prima volta?", chiede Jacob a Jack), di dare l'idea di una struttura ad anello in cui il cerchio si chiuderà perfettamente. Ovviamente non sarà così, non potrebbe mai esserlo, anche un Omero si sarebbe perso per strada qualche particolare nel lungo cammino di sei anni e oltre cento episodi.
L'analisi di tutte le possibili teorie sul finale del telefilm, esposte con dettagliata pedanteria nel corso di queste puntate, assume sempre meno significato. C'è sempre meno da chiarire e tantissimo da verificare. Ognuno fa il tifo per il proprio epilogo favorito, quello in cui certi si sacrificano e altri sopravvivono (personalmente, nessun dubbio: Desmond salva il mondo e torna insieme a Penny, lasciando a Jack l'onere e l'onore di proteggere l'Isola. Muoiono Ben e Kate, e occhio a improvvisi ritorni di fiamma...). Una cosa è certa e inevitabile: come in un videogame, all'ultimo livello ci aspetta l'Incontro Fatale tra gli immortali Jack e Locke, dopo che i loro "alteres ego" mortali se l'erano date di santa ragione nelle precedenti cinque serie.

In preparazione all'ultimo episodio, facciamo quindi a nostro beneficio un punto generale della situazione, riepilogando le questioni ancora aperte, non prima di aver però evidenziato la scelta molto politically correct, da parte degli autori, di designare Jack come successore di Jacob. Il bel medico è evidentemente più credibile del pingue Hurley nell'incarnazione del Sogno Americano, come da acuta osservazione di alcune tra le nostre più attente lettrici. Ma dicevamo:
Jacob, costretto al ruolo di protettore dell'Isola senza avere possibilità di scelta, è responsabile della morte del fratello e della sua trasformazione in Mostro. Questi ha trascorso un'intera vita a cercare di ucciderlo e alla fine c'è riuscito, prendendo le sembianze di Locke e istigando Ben a pugnalarlo a morte. Il suo nuovo obiettivo è ora quello di lasciare il luogo in cui è prigioniero e dilagare nel mondo: per farlo deve "spegnere la luce" al centro dell'Isola e perciò deve prima uccidere tutti i suoi abitanti, per evitare che qualcuno - nel ruolo di nuovo guardiano - possa essergli d'intralcio. E' dunque questo il nuovo compito di Jacob, dal giorno della morte di suo fratello: portare sull'Isola persone infelici (da Richard in poi), senza nessuna ragione che li costringa a tornare sulla terraferma, e affidare loro il destino dell'umanità. Tutti i candidati, per una ragione o per un'altra, si sono rivelati inadeguati o inaffidabili: è per questo che Jacob ha ora deciso per un "arruolamento volontario". Si fa avanti Jack, è lui il nuovo Candidato: beve l'acqua che lo rende probabilmente immortale e si prepara allo scontro finale col Mostro, "che forse non può essere ucciso, ma di certo proverà a ucciderlo".
Il Mostro prosegue intanto nella sua opera di pulizia sull'Isola. Stavolta è il turno di Richard (ma non era immortale?), Zoe e Widmore, fatti fuori con la complicità di un Ben del quale una volta di più, fino alla fine, non si capiscono le intenzioni. Oltre ai nostri eroi, rimangono da sistemare ancora Miles e soprattutto Desmond, graziato da Sayid e ora nascosto chissà dove. Stando alle parole del Mostro a Ben (tutte da dimostrare), Desmond sarebbe stato portato lì da Widmore come "sistema di sicurezza" per far saltare in aria l'Isola nel momento in cui il Mostro avesse fatto piazza pulita degli aspiranti candidati. Quale sarà il ruolo del buon Hume nella giungla?
Nella realtà parallela, cosa succede? Desmond è l'anti-Mostro e sta dunque cercando di riunire tutti i personaggi principali, con un piano geniale che li porterà a incontrarsi tutti al concerto del figlio di Jack (chi sarà costui nell'Isola?), che rivedrà per l'occasione anche sua moglie (Juliet, quasi certamente). Qui, cosa accadrà? Si ricongiungeranno le due dimensioni? Quale delle due avrà il sopravvento sull'altra? Quale sarà il destino di tutti quei personaggi (Sayid, Sun, Jin, Alex...) morti sull'Isola e vivi nella realtà parallela? Verranno rivelati il momento esatto e la causa del biforcamento della dimensione principale in due direzioni? Per i prossimi quattro giorni non ci è ancora dato saperlo.

Un'ultima annotazione per un effetto classico di ogni serie tv di culto, ancora più evidente in questo caso particolare in cui il telefilm sta per avere una conclusione chiara e indiscutibile: buona parte dei fan si ribellano all'imminente finale protestando la propria delusione per com'è stata snaturata la filosofia iniziale, e più o meno subissano di contumelie i responsabili di questo misfatto, rei di averli "presi in giro" (quando non viene tirato in ballo il più sgradevole e demagogico argomento "dei soldi e del tempo che abbiamo speso per seguirli"). E' un evergreen della sociologia che ha interessato ogni fenomeno di costume medio-alto dell'arte e della cultura pop, dai Rolling Stones a Quentin Tarantino, ed è ovviamente ben presente nella storia dei telefilm, da Twin Peaks (che pure, nel suo svolgimento, aveva motivi ben più fondati per essere definito "una ciofeca") in giù. Un'opera colossale come Lost non poteva certo starne fuori.
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Lost in Lost: diario della puntata 'Across the Sea' (6x15)

Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Una donna incinta fa apparente naufragio sull'Isola. Aspetta due gemelli, eterozigoti. Ad assisterla durante il parto, un'altra donna, più anziana, che subito dopo la uccide rubandole i figli. Uno si chiama Jacob, l'altro non si sa - la ragazza era convinta di aspettare un solo figlio.
Terzultima puntata della storia di Lost. Lindelof e Cuse hanno deciso di dedicarla alle origini di Jacob e suo fratello, del quale ancora non è stato svelato il nome (improbabile che non ne abbia mai avuto uno). Puntata campale su Bene e Male, o almeno questo è quanto ci sembrava di aver capito. Il lato più affascinante di un episodio - lasciatecelo dire - un filino deludente rispetto alle enormi attese è infatti quello di saper sovvertire con agilità ore e ore di teorie para-bibliche per mostrarci, semplicemente, due uomini (intesi nel senso letterale del termine: esseri viventi mortali). Uno di loro è fedele alla sua presunta madre, le crede e non mette in dubbio le sue parole; l'altro, no. Il carattere "speciale" di quest'ultimo (primo punto critico dell'episodio: se è speciale, perchè lo è? Mistero) lo porta a vedere la sua vera madre e a scoprire la verità; di qui in poi, normale che voglia tornarsene a casa e faccia di tutto per riuscire nell'obiettivo. In altre parole, si assiste a uno scontro machiavellico di fini e mezzi per ottenerli: da un lato Jacob persegue uno scopo discutibile (proteggere l'Isola, ma da cosa? E come? E perché?) con i poteri che gli sono stati conferiti dall'aver accettato l'incarico (una decisione che è plasticamente riassunta nel suo atto di bere il vino), dall'altro lato il fumo nero, impossessatosi del corpo e dell'anima del fratello di Jacob, vuole fortissimamente tornare a casa, e per riuscirci non esita a ricorrere a mezzi non propriamente ortodossi. Il confronto-scontro tra i due, che sembrava far presagire una titanica resa dei conti tra Dio e Satana, è opportunamente sceso di livello, e si configura ora come un faccia a faccia tra due persone (quasi) normali, rese speciali dalle loro azioni: Jacob "ha i poteri" perchè guardiano dell'Isola, suo fratello "ha i poteri" perchè, da morto, il Fumo Nero si è impossessato di lui. Facciamo infine notare come il Fumo Nero e la Luce siano pressoché la stessa cosa, per effetto del fratello di Jacob il cui corpo è scivolato nella grotta attraverso il fiume. La Luce non è più nella sua forma originaria ma si manifesta ora sotto forma di Fumo (anche se sembra esserne rimasta una piccola quantità, quella che si sprigiona ogni volta che qualcuno aziona la Ruota).
Adamo ed Eva hanno finalmente un'identità. La scena è ben girata e ben scritta, il colpo di scena non è improbabile nè "telefonato", anche se nel montaggio ridondante si può notare un certo compiacimento di Lindelof e Cuse nel ripeterci a più riprese che "tutto era già previsto sin dall'inizio" (ma al momento del ritrovamento, Jack aveva fatto risalire i due scheletri a non più di 40-50 anni prima...). Non è comunque dato sapere a che epoca risalga di preciso l'episodio di oggi: si sa solo che è prima di metà Ottocento, quando la Black Rock sbarca sull'Isola. Si parla latino, ma anche un inglese fluente (probabilmente per convenzione con gli spettatori americani). Le navi solcano il mondo fino a spingersi forse anche nel Pacifico. Chissà... E' vero invece che John Locke parla di "una luce bellissima" già al suo primo incontro col Fumo Nero, anch'esso nella prima serie.
La nota dolente dell'episodio (comunque di alto livello) sono tuttavia i continui rimandi a risposte che non possono più essere eluse, come quelle sull'origine della statua egizia. Altre, addirittura, se ne aggiungono: chi è la donna che ha allevato i due bambini? Cosa ci faceva lì? E quella nave, da dove è sbucata? Mancano solo due puntate, due ore e mezza circa alla fine di Lost, e inizia ad aleggiare il sospetto che molti di questi quesiti rimarranno senza risposta. Ma facciamo finta di non sentirlo, e andiamo avanti. Del resto, in uno squarcio di divertita autoreferenzialità, ce lo suggerisce anche la Madre: "Ogni risposta sarebbe inutile, non porterebbe che a una nuova domanda". Amen. E a proposito: Lucifero, dal latino "lucem fero", portatore di luce.

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Lost in Lost: diario della puntata 'The Candidate' (6x14)

Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

F-Locke passa al contrattacco: stermina l'equipaggio posto da Widmore a guardia dell'Ajira e sta per decollare via dall'Isola con gli altri Losties, quando scopre un carico di esplosivo che obbliga i Nostri a cambiare mezzo di trasporto per andare via. La scelta cade sul sottomarino di Widmore, ma... Nella realtà alternativa, Jack dice a Locke che ci sono speranze che torni a camminare, ma Locke, misteriosamente, rifiuta ogni cura.
Meno quattro e ormai ci siamo, eccoci alla volata finale. Le teorie e le congetture sul finale occupano sempre meno spazio e lasciano il posto all'azione. Il cast perde i pezzi: ci salutano Sayid, Lapidus e Jin&Sun, stretti in un ultimo abbraccio in un finale da Titanic.
La machiavellicità del falso Locke raggiunge livelli da leggenda: manda i Losties nel sottomarino e spinge Sawyer a fare esattamente ciò che vuole lui (un minimo d'imbarazzo lo coglie solamente al contatto con l'odiata acqua, elemento in cui Jack l'ha costretto a immergersi). E' infatti proprio mr. Ford ad azionare per sbaglio (se così si può scrivere) la bomba che fa praticamente saltare in aria (o in acqua) il sommergibile. A questo proposito, due scuole di pensiero:
a) aveva ragione Jack, se Sawyer non avesse staccato i fili il timer sarebbe arrivato a zero ma la bomba non sarebbe esplosa, perchè lui "non può ucciderli" e perciò desidera che si uccidano a vicenda, tutti insieme appassionatamente;
b) Jack aveva torto, la bomba è stata innescata nel momento in cui lui ha aperto lo zaino e l'ha tirata fuori. Poichè il falso Locke non può ucciderli, la bomba non sarebbe mai esplosa se fosse rimasta dov'era stata nascosta.
E' il principale dilemma di un episodio fondamentalmente molto triste, in cui è addirittura straziante venire a conoscere il motivo che costringe Locke sulla sedia a rotelle nella realtà alternativa. Pur ridotto praticamente a un vegetale, Anthony Cooper non ha comunque dato il proprio cognome a suo figlio, e questo ci porta a pensare che avesse conservato la propria natura malvagia anche nell'alt-reality. L'incidente dell'aereo pilotato da Locke, avvenuto evidentemente dopo l'evento che ha fatto affondare l'Isola e sdoppiare la realtà, è comunque avvenuto quando mr. Cooper si era già ravveduto e si era riavvicinato a suo figlio, tanto che Locke afferma addirittura che suo padre è la persona che gli è più cara al mondo.
Appare inoltre sempre più evidente che nella realtà alternativa Jack e Locke si siano scambiati i ruoli di "uomo di scienza" e "uomo di fede". Il dottor Shephard è molto meno disilluso e molto più fatalista che in passato, ed è lui a pronunciare una delle frasi più importanti che erano state attribuite a Locke nelle stagioni precedenti: "Vorrei che tu mi avessi creduto", ciò che Locke scriveva nel bigliettino da destinare a Jack subito prima di tentare il suicidio (e di venire poi strangolato da Ben). Oltre a un'ininfluente citazione dell'incontro tra Jack e Jacob alla macchinetta (stavolta Jack rivede la sua sorellastra), la realtà parallela svela un angosciante senso di colpa che appesantisce la vita di Locke, uno dei personaggi che sembrava aver cambiato al meglio la propria esistenza dopo il misterioso "incidente".
Altre considerazioni: Desmond è ancora vivo, e figuriamoci se non fosse così. Com'è stato possibile, comunque, che sia riuscito a redimere Sayid, che sembrava irrimediabilmente passato dalla parte del Male, solo con la forza delle parole? Lo scopriremo probabilmente nel prossimo episodio, che si preannuncia dedicato a Jacob e al suo misterioso alter ego (di cui - è possibile - si verrà a sapere il nome). Lo stesso Sayid si congeda dai suoi amici con una frase criptica rivolta a Jack ("Perchè mi stai dicendo questo proprio ora?" "Perchè sarai tu, Jack") il cui senso ci risulta ancora inafferrabile.
Il penultimo paragrafo va speso nell'analisi di uno dei cosiddetti "missing pieces", il materiale lostiano inizialmente rimasto sul pavimento della sala di montaggio ma poi diffuso dagli stessi autori/produttori della serie. Nel "missing piece" n.13, in cui è possibile scoprire quanto accade qualche secondo prima dell'inizio dell'episodio pilota, si nota per un attimo guizzare il fumo nero tra gli alberi della giungla, e più non sveliamo per non rovinarvi il gusto della sorpresa (si ringrazia comunque Selena Meli, una nostra attenta lettrice che ha segnalato quanto sopra).
Il finale invece lo dedichiamo alla cattivissima usanza, tipicamente italiana, di far parlare di sé utilizzando pretestuosamente libri o serie tv che stanno per concludersi. Successe ai tempi per Harry Potter, il cui epilogo finì addirittura nell'indice del Televideo (!); è successo ultimamente con Lost. Un blog italiano - unico al mondo a farlo - ha pubblicato sei pagine del copione dell'ultimo episodio, qualcosa che ovviamente non dice nulla a chi non ha mai seguito Lost, e che viene evitato come la peste dai fan che per nulla al mondo vorrebbero scoprire qualcosa in anticipo. E allora, perché? Coraggio, fino al 23 maggio ci sarà da soffrire.
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Lost in Lost: diario della puntata 'The Last Recruit' (6x13)

Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Widmore passa alle vie di fatto: non essendo ancora riuscito a far sloggiare il falso Locke con i suoi seguaci, prende a bombardare l'Isola. I nostri organizzano una fuga in barca, con Sawyer guida e Jack tormentato da mille dubbi. Nella realtà alternativa s'incrociano sempre più i destini dei Losties: Miles e Sawyer arrestano Sayid, Sun e Locke vengono ricoverati nell'ospedale di Jack, il quale incontra la sua sorellastra Claire nello studio dell'avvocato Ilana Verdanski,
La quintultima puntata della storia di Lost è un episodio chiaramente preparativo al gran finale (che inizierà tra quindici giorni, poichè la prossima settimana si osserva un turno di riposo. Che quest'interruzione segni uno spartiacque tra due tronconi della sesta stagione? Ce lo auguriamo). A parte i missili sganciati da Widmore sui nostri eroi, preludio ad un epilogo esplosivo (ma il finto Locke rimane impassibile: del resto, se le pallottole gli rimbalzano addosso...), succede poco e niente: avviene però la scontatissima réunion tra Jin e Sun, che ritrova la favella e rivede il suo amato ponendo fine ad una sottotrama a dire il vero non propriamente appassionante.
Ciò che non manca mai è la consueta cascata di interrogativi, vecchi e nuovi, che risaltano fuori in pratica ad ogni fotogramma. Per questa puntata n. 13, che risolve ben poco (si accerta solamente l'equivalenza tra il fumo nero e Christian Shephard, che Jack aveva visto già dalla terza puntata della prima stagione) ma fa intuire moltissimo, ci limiteremo a porre una lunga serie di domande a cui - ne siamo certi - verrà data risposta, e per il momento una risposta proviamo a darla noi.
1) Perché Sun si spaventa quando vede Locke al suo fianco in barella? Forse perchè tutti i Losties ricordano la dimensione parallela quando sono più vicini alla morte?
2) Perchè Widmore ritiene che il metodo più opportuno per eliminare il fumo nero sia bombardarlo di missili?
3) Nella realtà parallela, l'isola è affondata e "il tappo è saltato"; quindi, dov'è il Fumo Nero? Nel corpo di chi si è reincarnato? L'unico personaggio nuovo rispetto all'Isola è il figlio di Jack, ma è anche vero che il fumo prende le sembianze solo di persone già morte...
4) Chi è l'ex moglie di Jack nonchè madre di David? Comparsa anche l'avvocatessa Ilana, all'appello mancano solo Ana-Lucia e soprattutto Juliet...
5) Qualsiasi minimo conoscitore di drammaturgia converrebbe che Desmond non è affatto morto, e anzi rivestirà un ruolo decisivo per il finale di Lost. Ma allora, perchè Sayid l'ha risparmiato?
6) Domanda delle domande: e se il missile che esplode nel finale di episodio avesse ucciso Jack? E se il falso Locke l'avesse subito riportato in vita, portandolo così dalla sua parte e ripetendo il giochetto fatto con Sayid?
Mancano oramai quattro puntate (ma l'ultima è doppia), i minuti a disposizione sono sempre di meno. Nelle quattro ore che più o meno ci separano dall'ultima apparizione del cartello "LOST", la densità di avvenimenti, fatti e personaggi sarà talmente alta che non potremo esimerci dal riguardare l'episodio due volte, facendo attenzione alla singola scena. Lost non sembra poter finire con la classica mega-spiegazione finale da thriller americano di terz'ordine; è fatto apposta per lasciare alle sue spalle una situazione apparentemente in sospeso, ma in realtà con tutti gli elementi del puzzle sufficienti per arrivare al disegno completo. Starà a noi metterli insieme. E' proprio questa, in fondo, l'intima missione di ogni telefilm, nonchè di ogni opera audiovisiva degna di rispetto: essere riguardato più di una volta, in modo che la fruizione non sia semplicemente usa&getta. Venire a capo delle ultime quattro puntate di Lost, ci scommettiamo, non sarà una passeggiata.

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