ATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!Tutto ciò a cui abbiamo assistito per sei serie (dall'incidente aereo alla morte di Jack, passando per la statua, la Dharma, la botola, i numeri, Jacob e suo fratello, eccetera eccetera) è accaduto realmente. L'Isola è un posto misterioso, sospeso nel tempo e nello spazio, con le sue regole d'accesso, ma è esistito davvero. Le morti dei vari Losties sono avvenute nell';esatto momento in cui le abbiamo viste: Charlie è morto annegato, Locke strangolato da Ben, Sun e Jin si sono spenti sott'acqua. Jack salva l'Isola dalla distruzione, uccide il fumo nero in un finale alla Blade Runner e poi si sacrifica. I personaggi che non abbiamo visto morire (Kate, Sawyer, Desmond) semplicemente... muoiono più tardi, in vecchiaia, in circostanze trascurabili (è questo, a pensarci bene, il vero tallone d'Achille del finale). Il loro rincontrarsi tutti insieme, alla fine di un ipotetico purgatorio che è quello raccontatoci dalla presunta "realtà alternativa" (che non era dunque realtà, nè tantomeno alternativa), è stato propiziato da Hurley e Ben, che nel loro periodo da guardiano e vice-guardiano dell'Isola hanno escogitato un sistema alternativo a quello di Jacob per radunare nuovamente l'intera umanità lostiana.
Lost va dunque in archivio, lasciando un marchio indelebile sulla storia della televisione e dell'intera cultura contemporanea. Si sprecano le incongruenze e i punti irrisolti, come del resto i dubbi su un "purgatorio" dalle circostanze molto discutibili (gente morta che non sa di esserlo, o che partorisce, o che uccide altre persone...). E' la vecchia storia del saggio che indica la luna mentre noi guardiamo il dito? Ognuno la pensi come vuole, aiutato in questo dalla sfacciata ambiguità su cui Lindelof & Cuse hanno deciso di calare il sipario, in un finale smaccatamente aperto più per l'impossibilità di trovare una "chiusa" plausibile che per la volontà di lasciare nella dimensione del "non detto" molti aspetti della trama. La ruffianeria di molte scene d'amore/amicizia ritrovata rasenta il cinismo, alimentato dalle musiche strappalacrime di Michael Giacchino. Eppure non è l'aldilà che ognuno di noi sogna per la propria vita? Non è un finale a suo modo perfetto, quello di immaginare di rivedere le persone a noi più care, quelle che ci legano al più bel periodo della nostra esistenza, e trascorrere con loro l'eternità e un giorno? Se è drammaturgicamente discutibile e poco originale un epilogo da "tutti-morti-
Lost è superiore alla qualità dei propri ultimi venti minuti. Non bisogna essere troppo ingenerosi: scrivere un finale da applausi era impresa titanica, com'era del resto impossibile star dietro allo stesso modo al filone scientifico para-complottistico e a quello spiritual-misticheggiante. Col tempo e col passare delle puntate, ogni episodio di Lost ha acquisito l'autorevolezza di una messa pagana e l'intera serie ha vissuto di luce propria anche oltre i propri meriti, sorvolando su momenti al limite dell'imbarazzo (come la breve e inutile comparsata del santone Dogen e del suo assistente psichedelico all'inizio della sesta serie). E' stata una bella avventura e, quand'anche ci avessero solennemente preso per i fondelli, non avrebbero potuto trovare un sistema più meraviglioso di questo. E, se può deludere lo "spiegone" di Christian a suo figlio, è ammirevole l'ultima scena, l'ultimo sguardo di Jack al cielo, un aereo che passa, gli occhi si chiudono, inizia una nuova storia.
I Losties sono morti, viva Lost.













