
Ieri sera presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna, sono stati proiettati alcuni dei cortometraggi in concorso qui al Fano Film Festival, selezionati con menzione speciale dalla giuria composta da Samantha Carboni, Chiara Maselli, Fiorangelo Pucci, Stefano Selimbeni, Elisa Spanò.
Otto corti godibili e ben orchestrati dai registi nella maggior parte dei casi, alcuni dei quali ospitano come protagonisti attori affermati del grande cinema italiano e non solo, come Regina Orioli, Paolo Sassanelli e Philippe Leroy.
Ciò che mi piace sottolineare è che non sono mancate le idee, la genialità di costruzione della storia, la veridicità dei dialoghi nonostante fatti paradossali.
Mi hanno colpito molto i lavori di Marco Tullio Barboni e di Marco Gianfreda, entrambi romani, entrambi esordienti alla regia, entrambi autori e sceneggiatori.
L’opera del primo regista è “Il grande forse” dai colori noir e misteriosi. Un uomo tranquillo (Philippe Leroy) passeggia la notte di Holloween assieme al suo cane Merlino, lungo l’Appia Antica e trovandosi davanti l’ingresso di una festa in maschera, si ferma per qualche minuto. A raggiungerlo e a tenergli compagnia, sarà un uomo verace barbuto e fumatore, che con il suo vestito rievoca La morte (Roberto Andreucci). Un vestito che mai come in questa sera può essere indossato con disinvoltura.
L’opera di Marco Gianfreda è “Io parlo!”, dove il ricatto di un bambino, Bruno (Orlando Rudnicki), nei confronti del fidanzato di sua sorella è il punto di svolta di questa pellicola. Bruno infatti, tenta di diventare amico di Luca (Alessio Vassallo) che invece non lo considera, ma quando un pomeriggio il bambino vede Luca con un’altra ragazza, allora riesce a trovare in questo episodio l’occasione per raggiungere il suo obiettivo. Interessante e divertente il modo in cui viene raccontato il rapporto tra Luca e Bruno, quest’ultimo in cerca dell’adulto, dell’uomo che non pare esserci in casa. Luca diviene l’esempio e dopo i ricatti anche il ragazzo si affeziona al bambino, tanto che quando Luca e Claudia (Valentina D’Agostino) si lasceranno il problema maggiore risulta essere che i due nuovi amici non potranno più vedersi.
Gradevole, ma di certo non innovativo il lavoro di Giuseppe Marco Albano con il suo “Il cappellino”. Una bambina di otto anni torna a scuola dopo una lunga assenza di malattia, una malattia che l’ha resa calva. I genitori, per darle coraggio, le comprano un cappello di modo che la sua vergogna venga soppiantata dall’orgoglio di un così originale oggetto portato da una bellissima futura signorina.
Molto buona anche la prova di Francesco Apice con “La preda”, in cui viene proposta un incontro difficile tra padre e figli. Giulio e Lorenzo sono due fratelli, che dopo la separazione dei genitori sono rimasti con la madre. Un giorno il padre va a prenderli all’uscita della scuola e insieme si dirigono verso la casa di montagna dove trascorreranno due giorni all’insaputa della madre. E’ il compleanno di Giulio e il padre gli ha fatto come regalo un fucile, che l’indomani proveranno nel bosco per una battuta di caccia. Ma Giulio non è più il ragazzino di tanti anni fa, quando seguiva fiducioso il padre che imbracciava il fucile. Giulio è un bambino diverso, con una sensibilità diversa, ma il padre non pare accorgersene oppure non vuole.
Sottotono invece il corto “Al contrario” di Elena Linardi Pirozzi, anche se originale l’idea di proiettarsi in un futuro dove l’omosessualità è considerata costume, mentre l’eterosessualità viene vista come un tabù arrivando addirittura al punto di non poter professare liberamente la propria religione. Su questo sfondo ci sono Ettore (Antonio Ianello) e Marika (Maria Claudia Moretti) che cercano di portare avanti, nascondiglio dopo nascondiglio, il loro amore etero. Non di facile lettura, con un tocco retorico di frasi sulla libertà sessuale e sull’amore che etero o omosessuale a questo punto non conta.
Segnalati dalla giuria anche “97.4” di Alessandro Abbate e Alessandro De Cristofoto, “Tie Style” di Alessio Cimino e Isa Giossi, “Vietato fermasi” di Pierluigi Ferrandini.
Questa sera, sempre alla Sala Verdi, verranno presentati i migliori lavori di cinema di animazione internazionale. E per visionare le pellicole vincenti bisognerà attendere sabato, con successiva premiazione ai primi tre classificati nella sezione autori italiani e i primi tre classificati nella sezione autori stranieri, oltre naturalmente ai migliori autori.



