Bologna – "Nel cinema contemporaneo statunitense sono sempre più rare le personalità di cineasti originali che non si mettono al servizio degli effetti speciali, o non si dedicano a raccontare i trasalimenti del proprio ombelico, o non riciclano citazioni di altri film, lanciando strizzatine d'occhio compiaciute, o sfruttando manierismi autocelebrativi. Sono sempre più rari gli autori che hanno uno stile e un linguaggio personali, che inventano e impongono un mondo con le sue atmosfere, i suoi colori, il suo respiro''. E' il caso di Wes Anderson, cinefilo texano amante di Fellini e Scorsese, Malle e Truffaut, così descritto dalla Fice e dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, che gli dedicano una lunga rassegna in dodici sale d'essai dell'Emilia-Romagna, da oggi fino a dicembre.
Il trentanovenne Anderson in 13 anni ha realizzato cinque film tra cui Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004), Il treno per Darjeeling (2007) e l'annunciato Il fantastico Mr. Fox, oltre ad una manciata di cortometraggi, rivelando una visione personale di alcuni temi canonici della società americana: la famiglia, i suoi conflitti e i suoi traumi, l'ebbrezza del viaggio e dell'avventura, la vitalità dei sognatori, la determinazione di eterni adolescenti che nulla e nessuno potrà fermare.
Un pubblico iper-critico potrà mettere sotto esame gli "Infantili, geniali, stravolti: gli antieroi di Wes Anderson" (è il titolo della rassegna): l'intera produzione del regista, compresi i primi due lungometraggi visti poco al cinema. Dopo gli studi di filosofia alla Texas University, Anderson ha debuttato alla regia nel 1995 con "Un colpo da dilettanti", commedia nera sulle sorprese del destino, uscita in Italia solo in video. Il film, che racconta di un terzetto di delinquentelli che cercano di portare a termine il colpo della loro vita. Due anni dopo, Anderson dirige "Rushmore", ritratto di un adolescente dotato di un talento dispersivo e indisciplinato, e impegnato in un doloroso percorso di crescita. Nel 2002 ha avuto successo di pubblico e critica con "I Tenenbaum", immaginifica cronaca di una famiglia americana composta da geni mancati, in bilico tra impalpabile malinconia e irruente umorismo. Simile è stato il successo del successivo Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2005), una bizzarra biografia dell'oceanografo J. Cousteau. E' una storia di rivalità edipiche, con formidabili scenografie marine e fantasioso uso della tecnologia digitale, che riflette ancora sul fascino della famiglia. L'ultimo film di Anderson è Il treno per il Darjeeling viaggio di rigenerazione di tre fratelli su un treno indiano alla ricerca della mamma fattasi suora: surreale, pop, colorato, zeppo di riferimenti, con musiche da Debussy ai Kinks.