Slow Food On Film: vince l'inchiesta sull'America a tavola

Lunedì 11 Maggio 2009 13:22 Scritto da  Melania Di Giacomo Read 298 times
Published in Eventi
Un film-shock sull’industria alimentare americana trionfa a Slow Food on Film: è Food, Inc. ad aggiudicarsi la chiocciola d’oro (ritirata dal regista Robert Kenner, graditissimo e simpatico ospite del festival) come miglior lungometraggio documentario della seconda edizione del festival che Cineteca di Bologna e Slow Food dedicano all’indagine sulla cultura agroalimentare attraverso le immagini.
Per la giuria (composta da Thomas Struck, direttore di Kulinarische Kino al Festival di Berlino, Abbas Arnaout, regista e scrittore giordano, JP Gené, giornalista, Mario Gianani, produttore) che ha assegnato a Food, Inc il premio di € 5.000 :“Il film apporta un forte contributo al discorso sulla disastrosa situazione alimentare del pianeta. Il mondo Slow Food è ben consapevole del potere che hanno i consumatori, ma spesso si trova a parlare di argomenti che gli associati già conoscono. Invece questo film vuole raggiungere un pubblico più vasto. Racconta la storia di un sistema internazionale di produzione alimentare molto complesso in modo comprensibile, informativo, ma allo stesso tempo spettacolare. Auspichiamo con questo premio che il film possa trovare una distribuzione in Italia e nel resto del mondo e che risvegli le coscienze sul tema del cibo che acquistiamo e che portiamo sulle nostre tavole

Il premio al miglior cortometraggio documentario è andato invece all’ungherese Sándor Mohi e al suo Imádság (La preghiera), che racconta cinque anni di vita di una coppia di anziani contadini. La Food & Film Academy – la giuria internazionale deputata a scegliere il miglior lungometraggio di finzione – ha poi premiato Pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio, reduce dal successo ai David di Donatello (è stato premiato come regista esordiente).

Finita la rassegna rimane una domanda. Dove è possibile vedere questi film? Per adesso la risposta è che questi temi sono fuori mercato. La salute e il rispetto dell’ambiente trovano difficilmente posto nei circuiti cinematografici tradizionali anche se in calce portano la firma di “star” come Ermanno Olmi. Il regista bergamasco ha messo sullo schermo il rispetto della terra e la lotta agli sprechi nel suo Terra Madre che aveva aperto la rassegna.

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