Dal 15 al 22 aprile Torino ospita la venticinquesima edizione di Da Sodoma ad Hollywood, Glbt Film festival per parlare di omosessualità, transessualità, differenze ed identità di genere, oggi uno dei più importanti festival di cinema con tematiche omosessuali presenti al mondo.
Si parte il 15 aprile, al cinema Ideal in corso Beccaria, con Le fil, film tunisino che parla, in una società in cui essere gay è ancora un tabù, della scoperta dell'omosessualità da parte di un giovane. Ospite d'onore e madrina della serata è Claudia Cardinale, madre del protagonista nel film.
Nei giorni seguenti ci si sposterà con le proiezioni nelle tre sale del cinema Ambrosio, in corso Vittorio Emanuele, con film, documentari e cortometraggi in concorso e le varie retrospettive ed aree tematiche.
Tra i film in concorso sono da segnalare El niño pez di Lucia Puenzo, storia di una giovane borghese per la sua domestica paraguayana, L'arbre et la foret sull'omocausto durante il nazismo, El consul de Sodoma, incentrato sulla vita di Jaime Gil de Bierma. Nelle altre sezioni, spiccano Prayers for Bobby con Sigourney Weaver, Little Ashes di Paul Morrison con Robert Pattinson e il documentario New York memories, ritorno nella Grande Mela della regista Rosa von Praunheim.
Per festeggiare il suo anniversario il Festival presenta inoltre la retrospettiva I venticinque film che ci hanno cambiato la vita, con film diventati ormai di culto come Happy together di Wong Kar-Way, Bent di Sean Mathias, Lilies di John Grayson.
Tra i temi di questa rassegna, sono da segnalare il rapporto genitori e figli gay, la bisessualità vista come condizione fluida, ma anche l'invecchiare per gli omosessuali. I due focus importanti sono poi Dio mio: Religioni e omosessualità, sul rapporto con le tre religioni del Libro, ebraismo, cristianesimo e islam, e Omofobia: L'odio mangia l'anima, su Paesi quali Camerun, Iran, Mongolia e Uganda, sove l'omosessualità è considerata un reato.
Da ricordare anche la rassegna Midnight madness, tre notti con cinema di genere, bizzarro ed estremo riletto in chiave omosessuale. Ci sono poi gli omaggi, gli Open Eyes, dedicati quest'anno a Maria Beatty, autrice di film in cui si esplorano i territori dell'erotismo lesbico, Patricia Rozema, regista di pellicole di culto come Ho sentito le sirene cantare e Holly Woodland, transgender cresciuta artisticamente nella factory di Andy Warhol.
C'è poi uno spazio sull'Eurofestival, di culto presso la comunità gay, con le esibizioni registrate di artisti come le gemelle Kessler, gli Abba, Gigliola Cinquetti, la Riverdance e Tony Wegas. Alle serie tv e al mondo di Internet è dedicato invece Tv e Web, con la presentazione di serial come The line of beauty e We have to stop now.
Da ricordare poi il ciclo di incontri, nei giorni del Festival, A qualcuno piace… libro: ogni sera alle 18, presso la Feltrinelli di piazza CLN, presentazioni di libri e autori, come Peter Cameron, in giuria al festival, Massimo Fenati con il suo Gus e Waldo e Miti e titani della cultura omosessuale e lesbica di Vincenzo Patané.
Per finire, doveroso il premio alla carriera a James Ivory, con statuetta di Ugo Nespolo raffigurante Oscar Wilde, per ricordare il contributo dato con film come Maurice: al festival verrà presentata la sua ultima fatica, The city of our final destination.
Dopo Torino, Da Sodoma ad Hollywood si trasferirà a Roma, nella rassegna Queering Roma, che vedrà di scena, dal 23 al 25, lungometraggi e mediometraggi visti a Torino.




