La stagione estiva come og
ni anno dà il via a svariate iniziative culturali nelle città piccole e grandi d’Italia. Tra la miriade di eventi nei mesi caldi dell’anno, particolare attenzione merita il Taormina Film Fest, che alla sua 56esima edizione si dimostra almeno nelle intenzioni, all’altezza del più noto e glamour festival di Venezia. Dal 12 al 18 giugno la località dal patrimonio storico di grande valore, ospiterà un programma di proiezioni cinematografiche ricchissimo, per contenuti e provenienza. Alla conferenza stampa a Roma all’ambasciata del Brasile, la direttrice Deborah Young cha illustrato nel dettaglio le sezioni dell’evento che avranno luogo nelle diverse giornate e lo spirito che ha mosso la selezione dei lavori proposti .
“La 56edizione del Taormina Film Fest è reduce di un percorso di preparazione e organizzazione che ha raccolto via via negli anni, consensi, collaborazioni e supporto illustri. Quest’anno abbiamo imbastito un programma di film il più possibile in sintonia con un’identità Mediterranea e che allo stesso tempo permettano al festival di dimostrarsi, in un’artistica contrapposizione concettuale tra paesaggio e visioni, al passo con le contemporanee innovazioni tecnologiche nell’audiovisivo. Infatti nella serata di apertura, presentiamo Toy Story 3, in vista del quale l’arena è stata preparata al supporto 3D e che avremo il privilegio di proiettare in anteprima mondiale. Un’altra anteprima al Teatro Antico di cui siamo orgogliosi sarà L’imbroglio nel lenzuolo del messicano Alfonso Arau, ospiteremo il regista e dal cast interverranno Maria Grazia Cucinotta, Ernesto Mahieux, e probabilmente anche Geraldine Chaplin . Ancora, verranno proposti due concorsi principali: il Mediterranea e Oltre il Mediterraneo. Il primo avrà una giuria speciale composta da 5 professionisti del settore: registi, attori, tra cui Enrico Lo Verso, che ho il piacere di avere accanto a me oggi, e il critico cinematografico egiziano Samir Farid. Il secondo concorso invece verrà giudicato da quindici persone del grande pubblico cinefilo. E a proposito di cinefili, i veri appassionati potranno godere di lezioni illustrissime dai maestri che si susseguiranno in cattedra dal 13 giugno : Robert De Niro, Marco Bellocchio, Emir Kusturica, Dario Argento e Francesco Alliata di Villa Franca, il celebre e nobiluomo produttore siciliano. Una menzione a parte merita la sezione Cinema nel pallone che quest’anno è nata quasi spontaneamente dato l’avvenimento sportivo più importante, i mondiali di calcio in Sud Africa 2010, con cinque film che hanno come tematica il calcio. In fine ospiti d’onore del festival quest’anno sono la Spagna e il Brasile a cui verrà dedicato un concorso specifico con una giuria di giovani. I film provenienti da questi due paesi sono stati selezionati senza un motivo conduttore ma con la sola intenzione di offrire opere di qualità con diversi temi e difficili da distribuire”.
Alla presentazione sono intervenuti anche l’ambasciatore del Brasile Josè Viegas Filho, il consulente cinema del ministero per le Attività Culturali Mario La Torre, e il produttore cinematografico Daniele Mazzocca. Presenti per illustraci come il coinvolgimento della cultura brasiliana al festival verrà ufficialmente rappresentato dalla firma del protocollo di intesa tra Italia e Brasile il 18 giugno nel corso dell’ultima giornata a Taormina : un accordo di coproduzione cinematografica tra i due paesi che già nello scorso novembre durante la settimana del cinema italiano a San Paolo aveva preso il via. L’intenzione è quella di incentivare la produzione di film di giovani autori italo-brasiliani, aiutando le piccole case di produzione rispettive e soprattutto intensificare i contatti e le relazioni interculturali.
Inserita ad hoc nell’ambito della presentazione del festival, anche la proiezione del documentario Italo-Argentino: Rimet, l’incredibile storia della coppa del mondo, in programmazione a Taormina e prodotto da Daniele Mazzocca per Verdeoro in coproduzione con Docksur Producciones e in associazione con RaiTrade e Cinecittà Luce. I tre registi Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni e César Meneghetti ripercorrono dall’inizio dei mondiali di calcio tutte le vittorie che la coppa ideata dal francese Jules Rimet nel 1929 consacrò, rappresentando un Santo Graal per ogni paese trionfante di volta in volta. L’episodio di furto della coppa pochi giorni prima dei mondiali del 1966 in Inghilterra, ritrovata poi in un giardino dal cane Pickles, eroe nazionale, fino a quello definitivo: il furto del 1983 in Brasile che procurò sbigottimento generale proprio per il fortissimo attaccamento di tutti i Brasiliani a questo simbolo dai due chili d’oro.




