Cheyenne, ebreo, cinquantenne, ex rock star di musica goth, rossetto rosso e cerone bianco, conduce una vita più che benestante a Dublino. Trafitto da una noia che tende, talora, ad interpretare come leggera depressione. La sua è una vita da pensionato prima di aver raggiunto l’età della pensione. La morte del padre, con il quale aveva da tempo interrotto i rapporti, lo riporta a New York. Qui, attraverso la lettura di alcuni diari, mette a fuoco la vita del padre negli ultimi trent’anni. Anni dedicati a cercare ossessivamente un criminale nazista rifugiatosi negli Stati Uniti. Accompagnato da un’inesorabile lentezza e da nessuna dote da investigatore, Cheyenne decide, contro ogni logica, di proseguire le ricerche del padre e, dunque, di mettersi alla ricerca, attraverso gli Stati Uniti, di un novantenne tedesco probabilmente morto di vecchiaia.
Valerie Plame è un'agente della CIA che lavora sotto massima copertura nella divisione Anti-Proliferazione, che sorveglia gli Stati inaffidabili affinchè non sviluppino programmi per ottenere armi nucleari. L'Iraq di Saddam Hussein è uno di questi? L'amministrazione Bush sta cercando alacremente prove per dimostrarlo e fabbrica un dossier falso in cui sostiene una connessione tra Iraq e Niger al fine di fabbricare l'atomica, ma Joe Wilson, ex ambasciatore statunitense in numerosi Paesi africani, sbugiarda il governo con un articolo sul New York Times. Sulla coppia si abbatte la vendetta degli uomini del Presidente, che svelano la vera identità della Plame su molti quotidiani di Washington, rovinandone la carriera e il ménage familiare.
"Si dice che la luce del sole sia il miglior disinfettante". Si fa un gran parlare negli ultimi tempi di "character assassinations" e macchine del fango che stanno invelenendo la già putrescente situazione politica italiana, ed ecco arrivare dagli Stati Uniti un esempio illuminante dei potenziali guasti che possono produrre le democrazie (?) mediatiche. La vera storia di Valerie Plame e di suo marito Joe Wilson, che interessò anche il nostro Paese (il falso dossier sui rapporti Iraq-Niger fu fabbricato di sana pianta da un ex carabiniere pregiudicato e ritenuto colpevolmente credibile dai nostri servizi segreti del SISMI, che trasmisero l'informativa alla CIA), è ora diventata un validissimo thriller politico diretto con sicurezza da Doug Liman, autore di quel "The Bourne Identity" che è uno degli action-movie con più sale in
zucca dello scorso decennio. Rifiutando di poggiarsi solo sulla straordinaria verve dei due protagonisti (Sean Penn, fin troppo a suo agio nella parte, e Naomi Watts di stordente e hitchcockiana bellezza), Liman dirige le operazioni con grande personalità, concedendosi qualche timida ed educata divagazione scorsesiana e assecondando un'ottima sceneggiatura (a firma dei fratelli inglesi Jez e John-Henry Butterworth) che non scade mai nella retorica. Rimane agli atti anche una certa sorpresa nel vedere la sicurezza dell'industria mainstream hollywoodiana alle prese con una materia ancora così viva e controversa. Uno di quei film talmente ben fatti da dare l'illusione che l'America sia davvero un grande paese.

Emma Stone starebbe trattando con Warner Bros

Scarlett Johansson e Sean Penn si sono lasciati
Terrence Malick, uno dei registi statunitensi più schivi, potrebbe essere uno degli attesi ospiti della prossima edizione della Mostra del Cinema di Cannes. L'indiscrezione è stata pubblicata sul sito dell'inglese "The Guardian". Leggendario, perfezionista e misantropo, del tutto estraneo a Hollywood, il sessantaseienne Malick ha girato solo cinque film, tra cui proprio "The Tree of Life", di cui si sa ben poco oltre al nome dei protagonisti che sono Sean Penn e Brad Pitt. Malick, se confermato come ospite, presenterà in anteprima il suo ultimo film, che dovrebbe inoltre uscire nelle sale il prossimo novembre (ma anche su questa data non è stata ancora confermata alcuna notizia). Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.