Giovedì, 19 Maggio 2011 08:50

Cannes. Imbarazzo Von Trier: "Sono nazista", poi le scuse

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Von Trier lancia un "Capisco Hitler" e offende gli ebrei durante la conferenza stampa. Poi ripara dicendo: "Sono caduto in una provocazione"

"Mi sono lasciato trascinare in una provocazione. Presento le mie scuse". Le dichiarazioni di Lars Von Trier sulle sue simpatie naziste alla conferenza ufficiale di Melancholia infastidiscono il Festival di Cannes, di cui pure è un amato habituè. Dopo aver detto "capisco Hitler, capisco l'uomo che è pò pieno di male, certo sono contrario alla seconda guerra mondiale e non sono contro gli ebrei, ma in realtà non troppo perchè Israele è un problema, come un dito nel culo, fa cagare", molta contrarietà si è registrata tra la stampa e la direzione del festival "disturbata" da tutto questo ha chiesto spiegazioni all'autore di Melancholia oggi in concorso.
Le ha ottenute ma sono bastate fino ad un certo punto, visto che nella nota si legge: "La direzione del festival ne prende atto e diffonde le scuse di Lars von Trier, ma sottolinea che non accetterà mai più che il festival divenga la sede per simili proclami". All'Afp, Von Trier ha fatto avere una nota più esplicativa: "tengo sinceramente a scusarmi. Non sono antisemita, nè razzista, nè nazista".
Ieri sul tema rispondendo ad una domanda su un'intervista recente in cui affermava simpatie naziste aveva detto con fare scherzoso: "credevo di avere origini ebree ed ero contento, poi ho saputo che non era esattamente così ed ho scoperto le mie origini tedesche, sono un pò nazista anche io e sono contento lo stesso". A quanto pare, sul letto di morte la madre gli avrebbe comunicato che colui che per tutta la vita aveva pensato fosse suo padre non lo era. E poi "adoro l'architetto di Hitler Albert Speer, aveva un grande talento. Come regista nazista - aveva concluso in un discorso a dir poco non-sense, in cui tra l'altro ha proposto alle sue due protagoniste Kristen Dunst e Charlotte Gainsbourg di fare le protagoniste di un film porno, di quelli che produce con la sua società - penso adesso ad un film sulla soluzione finale, per i giornalisti". Dichiarazioni choc che potrebbero portarlo di fatto fuori dal palmares e che hanno distolto dal racconto di Melancholia "non un film sulla fine del mondo ma su uno stato mentale, la depressione, che è quello della mia vita adesso".
Il danese Lars Von Trier, tante volte premiato a Cannes (L'elemento del crimine, Europa, Le onde del destino), palma d'oro nel 2000 con Dancer in the dark, ammette l'origine personale dell'ispirazione di questo film, splendidamente interpretato da Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg con Kiefer Sutherland e Charlotte Rampling. Un film terapeutico? Von Trier, che da tempo soffre di depressione non ne è sicuro: "È stato un piacere girare Melancholia. Forse sto un pò meglio, o forse no2. Torna a Cannes in concorso due anni dopo il discusso Antichrist, che valse a Charlotte Gainsbourg il premio come migliore attrice e che ha voluto di nuovo in Melancholia nel ruolo di Claire, la sorella della protagonista Justin, interpretata da Kirsten Dunst.

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