Nel giorno di apertura del 64/o Festival di Cannes, Woody Allen prende gli applausi, Bernardo Bertolucci gli onori, Antonio Banderas e Salma Hayek si appropriano della maggior parte dei flash in passerella e Lady Gaga mette la musica.
In visita in Francia, l'eccentrica cantante statunitense utilizza l'esposizione mediatica del festival per un concerto sulla Croisette per promuovere Born This Way. Applauditissimi gli interpreti del film d'apertura, Midnight in Paris, una commedia romantica di Woody Allen, che è una dichiarazione d'amore per Parigi interpretata da Owen Wilson e Adrien Brody e con la partecipazione speciale di Carla Bruni, che però ha disertato Cannes probabilmente anche per le voci sempre più accreditate di una sua gravidanza, data oggi per certa da alcuni organi di stampa francesi.
Il nuovo sopralluogo europeo di Allen, dopo Londra e Barcellona, tocca alla capitale francese, trabocca di passione ed energia creativa, e gli fa incassare gli applausi convinti alla prima per la stampa. Apprezzamento rinnovato e scrosciante anche in conferenza, dove il regista newyorkese sfoggia aplomb e furbizia, mentre alterna come un metronomo arguzie e diplomazia. Nessuna parola fuori posto sulla Bruni che definisce “Una donna molto affascinante che è anche la moglie di un politico”, al miele per il cast (presenti Owen Wilson e Rachel McAdams, Adrien Brody e Michael Sheen che, soddisfatti, ricambiano), ironiche su se stesso. Qual è il segreto della sua longevità? Allen non ha dubbi: “Non mi sento un artista. Ovvero non lo sono mai, ma ci provo sempre. Per ora mi accontento di fare film: alcuni vengono bene, altri no”.
Durante il gala ufficiale della serata d'apertura, in cui l'attrice Mèlanie Laurent fa da padrona di casa, viene anche consegnata la Palma onoraria alla carriera a Bernardo Bertolucci. Il regista italiano riceve il premio dal presidente della giuria Robert De Niro, protagonista del suo Novecento. “Tornare qui è sempre un'emozione unica per me - ha detto Bertolucci - La prima volta è stato nel '64, ero alla Semaine de la Critique (con Prima della rivoluzione, ndr) e ricordo che dopo il film salì sul palco con me Jean-Luc Godard per il dibattito con il pubblico in sala. Fu un onore enorme, lui era una sorta di guru per me. E il film oltretutto venne criticato molto positivamente qui in Francia, a differenza dell'Italia...”. In cerca di attori e in piena pre-produzione per il nuovo progetto, Io e tèe tratto da un romanzo di Ammanniti, il regista conferma che le riprese dovrebbero iniziare ad ottobre e che “magari il film sarà pronto per il prossimo Festival di Cannes: anche se amo davvero tornare qui a prescindere dall'avere con me un film o meno, anche perché ricordo di aver perso mesi di vita a causa dell'angoscia che, ogni volta, caratterizzava ogni partecipazione a grandi kermesse come Cannes o Venezia, perché tutte le volte non sapevi se stavi a bordo di una Ferrari o di un brocco”.
Rimane giusto il tempo per sapere a chi va la dedica di questo importante premio. “Di sicuro all'Italia, agli italiani, a quegli italiani che sanno ancora resistere, criticare, indignarsi per lo stato di tremenda anestesia in cui versa il nostro paese, addormentato quotidianamente dalle tv. Lo dedico a tutti coloro che ancora non hanno ceduto a questa anestesia”, conclude Bertolucci.
Sul tappetto rosso particolarmente glamour la mise di Salma Hayek, che ha sfilato con un abito spettacolare in pelle che richiamava Il Gatto con gli stivali, il film d'animazione, spin-off di Shrek, che interpreterà insieme ad Antonio Banderas, con il quale ha lungamente scherzato sulla passerella. L'attore spagnolo è a Cannes anche per altri due motivi: il film in concorso di Pedro Almodovar in salsa horror La piel que abito, di cui è protagonista, e il film che vorrebbe realizzare da regista Solo, un thriller Usa scritto da Erik Jendresen
Nella gara di stile, la parte del leone in passerella l'ha fatta Giorgio Armani: suoi gli smoking di Robert De Niro e Bernando Bertolucci. Ed anche Claudia Cardinale ha indossato un abito bustier in satin blu stile impero dello stilista italiano. Sempre di Armani l'abito lungo multistrato in chiffon di seta, con drappeggio sul top e plissè sulla gonna, di Julie Henderson. Mentre la giurata Uma Thurman ha preferito Dolce&Gabbana così come il premio Oscar Adrien Brody. Il Festival è appena iniziato e fino al 22 maggio una ventina di film sarà proiettati nel concorso che assegnerà l'ambita Palma d'Oro. Per l'Italia in corsa Nanni Moretti e Paolo Sorrentino.




