Gli anni ottanta, tra innovazioni ed eclettismo, sono stati anche gli anni della rivoluzione digitale nel cinema. Il documentario The Pixar Story di Leslie Iwerks, nipote di Walt Disney, ripercorre le varie tappe del team Pixar, la casa produttrice riformatrice del mondo del cinema d’animazione. Dopo difficoltà iniziali, questa straordinaria casa di produzione ha cambiato notevolmente il modo di portare uomini e oggetti, giocattoli e animali sullo schermo. Nata in California come una divisione della Lucas Film di George Lucas, la Pixar nel 1986 fu acquistata da Steve Jobs; si è specializzata in "computer generated imagery", ovvero nell'animazione digitale computerizzata e dal 2006 è stata accorpata alla Disney Pictures dopo i successi ottenuti, a partire da Chicken little. Karen Paik ha presentato il volume To Infinity and Beyond! The Story of Pixar Animation Studios, biografia ufficiale ancora inedita in Italia, con cui omaggia la Pixar raccontando le origini, aneddoti e curiosità sui successi della casa di produzione come Toy story, Ratatouille e Bug’s life. Durante l’incontro con la Paik, sono intervenuti anche Christian Rouet della NVIDIA e Annabel Jankel, creatrice del personaggio Max Headroom, per spiegare come è avvenuta l’evoluzione dell’immagine nell’era tecnologica. Rouet ha inoltre lavorato sulla ricerca e sviluppo di software per le edizioni speciali di Star Wars I, IV, VI; con l’avvento dei computer e oggi l’avanzare delle microtecnologie, il cinema d’animazione è in continua evoluzione e gli effetti che rendono iper realistica l’immagine sono sempre più ricercati (si veda il 3D) e apprezzati dagli spettatori. A concludere la giornata dedicata al cinema digitale, una rassegna di cortometraggi realizzati dalla Pixar durante la sua venticinquennale attività creativa.




