Domenica, 19 Giugno 2011 11:28

Asian Film Festival, miglior film il cinese Buddha Mountain

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L’ASIAN FILM FESTIVAL volge alla conclusione e questa sera a Palazzo Magnani a Reggio Emilia si terrà la cerimonia di premiazione

Il Presidente della Fondazione, Avde Iris Giglioli ha espresso soddisfazione per l’affluenza di pubblico alle proiezioni dei film del festival. “Il fatto che il pubblico abbia affollato le sale ci ha confortato nella nostra scelta,” ha proseguito. “Evidentemente Reggio è pronta ad accogliere un festival di cinema e a confrontarsi con le culture dei paesi dell’estremo oriente.” La Fondazione proporrà a settembre la grande esposizione del Maestro giapponese, Shozo Shimamoto: un’altra occasione per conoscere un artista asiatico attraverso opere veramente innovative e provocatorie.

La giuria del Festival, composta da Cara Cusumano, selezionatrice del Tribeca Film Festival, dallo scrittore di gialli, Giampaolo Simi e dalla giornalista Elsi Reiter, dope aver visto in questi giorni i 16 film del concorso, ha assegnato i seguenti premi:


Miglior film - Buddha Mountain

Opera complessa che coglie molteplici aspetti nella società contemporanea della Cina e non solo, I personaggi si muovono sullo sfondo di un mondo in cambiamento alla ricerca di vie percorribili per un futuro di speranza, rispetto e amore.


Miglior regia - Sono Siom per Cold Fish

Un'originale opera di genere, diretta con mano sicura e con brillanti intuizioni, capaci di innervare la narrazione di una violenza vera e cruda, anche e soprattutto quando non la mostra esplicitamente.


Miglior attrice - Sandra Ng in All about Love

Per la grande versatilità nel portare sullo schermo una donna avvocato che lotta a livello professionale e personale per i diritti delle donne.


Miglior attore - Nakadai Tatsuya in Haru’s Journey

Per la sensibilità e la grande capacità interpretativa nel ritrarre un uomo anziano, metafora del Giappone che fu.


Premio al film più originale in concorso - Winter Vacation

Per il linguaggio audiovisivo con cui ritrae l’apatia e il disinteresse dei giovani cinesi nei confronti della generazione precedente, schiacciata tra ideologie e tradizioni sorpassate.


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doppioschermo

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