Giovedì, 16 Giugno 2011 19:29

Biografilm 2011: Zarganar, il più grande comico della Birmania

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Il giurato Rex Bloomstein presenta al festival This Prison Where I Live, biografia di un coraggioso difensore della risata

In anteprima italiana, il Biografilm decide di omaggiare un membro della sua giuria, Rex Bloomstein, da sempre impegnato nel trattare argomenti come l’Olocausto, i diritti umani e la lotta al crimine. Non in tutti i paesi l’individuo gode della libertà di espressione e la Birmania ne è un triste esempio. La dittatura, in modo tacito e controllato, monitora la popolazione per impedire qualsiasi attacco al suo operato e mantenere l’ordine pubblico nell’assecondare l’azione di governo. Durante la Rivoluzione Zafferano del 2007 i monaci buddisti e il popolo birmano hanno provato a contrastare questa condizione inibitoria ma senza successo, e uomini coraggiosi come il comico Zarganar sono stati imprigionati. Rex Bloomstein era andato a intervistarlo prima del suo arresto per capire il mondo birmano lontano anni luce dal nostro. Fatta di una comicità meno dissacratoria e frenetica, la satira birmana è stata sempre limitata poiché strettamente controllata dai partiti. Una battuta pungente o un monologo di satira politica, pratiche normali e abitudinarie nel nostro modo di vedere e pensare, lì sono punite. Le lotte per la libertà di espressione stanno costando a Zarganar, attore, scrittore e produttore, 59 anni di prigionia, essenzialmente una vita intera. Bloomstein rappresenta il comico birmano come un simbolo di coraggio da imitare e lo ritrae come un amico stretto verso il quale essere solidali poiché difensore di un diritto fondamentale dell’uomo: la libertà della risata. In modo leggermente macchinoso e lento, il documentario in alcuni tratti si dilunga eccessivamente sulla percezione che Michael, un comico tedesco, ha avuto di Zarganar e dell’ impegno al suo fianco per sostenerlo nella sua battaglia. Il regista americano porta nelle sale del Lumiere una storia di eroismo e speranza, di unione e perseveranza; l’Amnesty International ha aperto una pratica di liberazione per Zarganar che, informa Bloomstein, in modo clandestino ha potuto vedere e apprezzare il film e dopo la riduzione della pena a 33 anni si prevedono e si auspicano nuovi sviluppi. 

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