Sessantotto. Un numero evocativo, nella memoria e nella coscienza di giovani e adulti. Espressione per antonomasia della rivoluzione culturale. Movimento sociale che inneggia(va) al cambiamento e alla libertà. Ed è proprio a quota 68 che il Festival di Venezia è arrivato in questa edizione del 2011, l’ultima – pare – gestita da Marco Müller. E se non di rivoluzione si può parlare, il fervore culturale di certo non manca. Già iniziata da quasi una settimana, la kermesse si concluderà ufficialmente il prossimo sabato 10 settembre, ma già è possibile tracciare un breve bilancio. Un bilancio che, ad ora, non si può certo considerare deludente.
Molto buone le reazioni della critica per i nuovi lavori dei maestri internazionali e nostrani: applausi, fra gli altri, per A dangerous method di David Cronenberg, Carnage di Roman Polanski e Contagion di Steven Soderbergh, ma anche per Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno e Terraferma di Emanuele Crialese - in qualche modo uniti dal filo dell’impegno politico sulla questione immigrazione - nonché per Ruggine di Daniele Ganaglione, sul delicato tema della pedofilia.
Un pizzico di indifferenza per l’opera seconda di Madonna, W. E., epopea reale accolta piuttosto tiepidamente, di certo al di sotto delle aspettative createsi attorno a questo atteso ritorno della cantante dietro la macchina da presa. Ma forse la delusione maggiore l’ha offerta Pollo alle prugne di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, accoppiata vincente del bellissimo Persepolis qui intenta ad adattare l’omonima opera dell’autrice in una pellicola con attori veri. Con risultati a quanto pare meno convincenti di quelli del loro precedente gioiello d’animazione.
Decisamente assai meno interessante è stato però il discusso nudo di Monica Bellucci in Un été brûlant di Philippe Garrel, ampiamente fischiato dalla critica e difeso a spada tratta dall’attrice. La signora Cassel si è subito schermata con l’alibi dell’autorialità della pellicola – come la sua icona di snobismo ormai le impone –, cercando di sbugiardare lo scetticismo della critica con la presunta ricercatezza del suo regista, da lei definito come “di nicchia”, quindi ovviamente non per palati facili. E a concludere questo anticlimax deprimente, la presenza fuori concorso del film di Ezio Greggio Box Office 3D, che si candida ad essere la proiezione più imbarazzante e fuori contesto di tutto il programma.
Ancora tanti gli ospiti che popoleranno il Lido nei prossimi giorni, e numerosi i film che ingombreranno i prestigiosi schermi della location veneta. Molta curiosità per l’esordio alla regia del fumettista Gipi con il suo L’ultimo terrestre, per il Faust di Alexander Sokurov e per l’apocalittico 4:44 Last Day on Earth di Abel Ferrara, giusto per citarne alcuni. L’impressione finora è comunque quella di una rassegna di qualità, attenta alle tematiche attuali e, insieme, al gusto per il classico, che riesce a celebrare i maestri d’oltreoceano senza dimenticare di fare anche gli onori agli autori di casa nostra.
Staremo a vedere cosa ci offrirà nei prossimi giorni. Speriamo opere (e aneddoti) di qualità.




