Gru (“diminutivo” di gruesome, terrificante in inglese) è il cattivissimo protagonista di questo film d'animazione. Il suo diabolico piano: rubare la Luna; i suoi aiutanti: una schiera di pillolosi nanenetti gialli in salopette che boffonchiano una lingua sconosciuta ma comprensibilissima; il suo avversario: Vector, un viziato e annoiato ragazzetto in tua arancione cresciuto a biscotti e wii; il suo inconsapevole alleato: un trio di orfanelle, tenere, strappalacrime, divertentissime.
Dati i personaggi che trama vi aspettereste?
Credo che i più staranno pensando qualcosa come: Gru è un cattivo old-style che in fondo ha un cuore tenero, e nonostante tenti di usare le povere orfanelle solo per i suoi loschi scopi (ossia metterla nel sacco a Vector, il cattivo giovane e sbruffone che l'ha sfidato) alla fine si affeziona a loro. E ci avranno preso, perché Sergio Pablos (che ha scritto il soggetto per questa pellicola) non si è sforzato di costruire una storia che si discosti molto dal cliché del cattivo redento dall'affetto. Non si può dire che sia un grave problema: in fondo questo film è dedicato a un giovane pubblico che ancora non è assuefatto alle trame “classiche”. Nella scintillante confezione di un film d'animazione 3D molto curato i piccoli spettatori troveranno un favola con una morale antica, quella che dice che tutti abbiamo qualcosa di buono in fondo e che non bisogna fermarsi alle apparenze.
Cinco Paul e Ken Daurio, gli sceneggiatori di Cattivissimo me, non si sono scordati che i bambini sono pur sempre accompagnati da qualche adulto, ed è per loro che hanno inserito nel film tanti piccoli dettagli, citazioni, riferimenti all'attualità ricchi d'ironia, che rendono la pellicola piacevole anche per pubblico più maturo. Anche la colonna sonora, non dispiacerà a genitori e fratelli maggiori. Pharrell ha confezionato diversi brani molto divertenti per questo film, a partire dal tema principale, Despicable me, un pezzo rap con una base “pompata” arricchita da fiati che sembrano presi da qualche film d'azione anni '80.
Un ultimo cenno va fatto al doppiaggio italiano. Qualche volta gli interpreti nostrani riescono addirittura a dare uno spunto in più ad attori stranieri dalla recitazione non troppo brillante, ma in questo caso non è andata proprio così. Il Gru originale, ha una voce molto particolare: una caricatura di un accento straniero non bene identificato, “da qualche parte nell'Europa dell'est, forse, ma potrebbe essere anche altrove” secondo l'attore che gli ha donato la parola, Steve Carrel. Una scelta che dà una sfaccettatura in più al personaggi principale del film. Il Gru italiano, doppiato da Max Giusti, ha invece la classica voce da cattivo: un po' baritonale con una leggeracat inflessione da tonto, decisamente poco originale.
Gru (“diminutivo” di gruesome, terrificante in inglese) è il cattivissimo protagonista di questo film d'animazione. Il suo diabolico piano: rubare la Luna; i suoi aiutanti: una schiera di pillolosi nanenetti gialli in salopette che boffonchiano una lingua sconosciuta ma comprensibilissima; il suo avversario: Vector, un viziato e annoiato ragazzetto in tua arancione cresciuto a biscotti e Wii; il suo inconsapevole alleato: un trio di orfanelle, tenere, strappalacrime, divertentissime.
Dati i personaggi che trama vi aspettereste?
Credo che i più staranno pensando qualcosa come: Gru è un cattivo old-style che in fondo ha un cuore tenero, e nonostante tenti di usare le povere orfanelle solo per i suoi loschi scopi (ossia metterla nel sacco a Vector, il cattivo giovane e sbruffone che l'ha sfidato) alla fine si affeziona a loro. E ci avranno preso, perché Sergio Pablos (che ha scritto il soggetto per questa pellicola) non si è sforzato di costruire una storia che si discosti molto dal cliché del cattivo redento dall'affetto. Non si può dire che sia un grave problema: in fondo questo film è dedicato a un giovane pubblico che ancora non è assuefatto alle trame “classiche”. Nella scintillante confezione di un film d'animazione 3D molto curato i piccoli spettatori troveranno un favola con una morale antica, quella che dice che tutti abbiamo qualcosa di buono in fondo e che non bisogna fermarsi alle apparenze.

Cinco Paul e Ken Daurio, gli sceneggiatori di Cattivissimo me, non si sono scordati che i bambini sono pur sempre accompagnati da qualche adulto, ed è per loro che hanno inserito nel film tanti piccoli dettagli, citazioni, riferimenti all'attualità ricchi d'ironia, che rendono la pellicola piacevole anche per pubblico più maturo. Anche la colonna sonora, non dispiacerà a genitori e fratelli maggiori. Pharrell ha confezionato diversi brani molto divertenti per questo film, a partire dal tema principale, Despicable me, un pezzo rap con una base “pompata” arricchita da fiati che sembrano presi da qualche film d'azione anni '80.
Un ultimo cenno va fatto al doppiaggio italiano. Qualche volta gli interpreti nostrani riescono addirittura a dare uno spunto in più ad attori stranieri dalla recitazione non troppo brillante, ma in questo caso non è andata proprio così. Il Gru originale, ha una voce molto particolare: una caricatura di un accento straniero non bene identificato, “da qualche parte nell'Europa dell'est, forse, ma potrebbe essere anche altrove” secondo l'attore che gli ha donato la parola, Steve Carell (40 anni, vergine, Get Smart). Una scelta che dà una sfaccettatura in più al personaggi principale del film. Il Gru italiano, doppiato da Max Giusti (Le barzellette, E adesso... sesso) , ha invece la classica voce da cattivo: un po' baritonale con una leggera inflessione da tonto, decisamente poco originale.