Lunedì, 30 Agosto 2010 10:51

Letters to Juliet - Recensione

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Letters-to-julietLetters to Juliet si presenta bene, con un cast internazionale di prim’ordine: Vanessa Redgrave (GB), pluripremiata detentrice di Oscar e Golden Globe, veste qui i panni di un’anziana signora inglese alla ricerca dell’amor perduto; Franco Nero (ITA), interprete di oltre 170 film e leggendario Garibaldi per la televisione italiana, è Lorenzo; Gael Garcia Bernal (MEX), ovvero Victor il cuoco ipercinetico, è noto al grande pubblico sin dai tempi di Amores Perros a cui sono seguite molte interpretazioni e molti riconoscimenti (I diari della motocicletta, La Malaeducacion, Silence of Sleep, Babel solo per citarne alcuni); Amanda Seyfred (USA), interpreta Sophie, romantica aspirante scrittrice, già al fianco di Meryl Streep nella commedia musicale Mamma mia, ma anche nel cast di Nine Lives e Alpha Dog e il forse meno conosciuto Cristopher Egan (AUS) veste i panni di Charlie, l’apparentemente poco romantico inglesino che conquisterà il cuore di Sophie. E ancora la sceneggiatura affidata a Jose Rivera, nominato all’Oscar per I diari della motocicletta, di cui fu protagonista lo stesso Garcia Bernal, e la regia di Gary Winick che i produttori, Caroline Kaplan ed Ellen Barkin insieme a Mark Canton, hanno da subito considerato particolarmente adatto  per la sua spiccata sensibilità nell’affrontare tematiche di sentimenti, lasciano ben sperare eppure il risultato  nel complesso non convince.

La storia, ispirata al romanzo Lettere a Giulietta di Lise e Ceil Friedman, che nel romantico ritrovarsi dopo tanti anni tra Lorenzo (Franco Nero) e Claire (Vanessa Redgrave) voleva esprimere la forza e il coraggio che solo l’amore può essere capace di scatenare, risulta però un po’ troppo scontata e poco coinvolgente.

La giovane Sophie, aspirante scrittrice newyorkese si trova a Verona insieme al compagno Victor, entusiasta cuoco in erba troppo letterts-to-julietcoinvolto dai sapori e i gusti italici per vivere a pieno quella che Sophie immaginava essere la loro romantica pre-luna di miele. Così Sophie si trova quasi per caso coinvolta in una vicenda che grazie al Club di Giulietta, una sorta di ufficio di corrispondenza per cuori in pena, le farà incontrare l’anziana Claire e suo nipote Charlie. Con loto vivrà un viaggio attraverso le campagne toscane alla ricerca del mai dimenticato amor di gioventù, tra ricordi, speranze e scoperte. Trama promettente ma lo sviluppo risulta un po’ piatto e poco trascinante e l’Italia che ne emerge è poco spontanea e sembra più quella che immaginiamo possa piacere ad un pubblico d’oltreoceano. Nonostante la presenza di attrici italiane come Marina Massironi, Milena Vukotic, Lydia Biondi etc. a completare il cast di casa, molte caratterizzazioni risultano caricaturali e poco probabili, alcune situazioni poco credibili e le atmosfere un po’ forzate sullo sfondo di scelte musicali a volte poco appropriate da Un giorno così degli 883 a Quando Quando Quando di Toy Renis o gli Zero Assoluto.

Gli spunti più divertenti sembrano essere i battibecchi tra Charlie e Sophie che non smentiscono la proverbiale rivalità che contraddistingue inglesi e americani mentre la nota emozionalmente più toccante giunge alla fine: la famosa lettera a Giulietta a cui Sophie aveva coraggiosamente risposto e che aveva convinto Claire a tornare. Il testo racchiude un messaggio che si riassume in due parole: “what if…” cosa sarebbe se”,  un invito a non lasciare i desideri intentati ad avere più coraggio in fatto di sentimenti, un messaggio positivo che dopotutto non guasta anche per un classico happy end.

doppioschermo

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