
Il protagonista Lars, confuso dopo aver lasciato l'esercito, si unisce ad un gruppo neonazista, dove conosce Jimmy; i due si trovano a vivere insieme nella casa che stanno sistemando per farne il nuovo quartier generale della banda. La passione non tarda a sbocciare, ma quando i compagni verranno a sapere del loro affaire, le conseguenze saranno tutt'altro che facili...
Donato spiega che a suggerirgli l'idea fu un documentario dal titolo Gay heroes and new nazis e che questo contesto lo interessava soprattutto come limite da superare, come ambiente paradossale in cui quel tipo di amore non sarebbe mai dovuto nascere. Ovviamente la scelta offre lo spunto allo spettatore per riflettere su come la mancata accettazione della propria identità possa portare ad aggredire con violenza negli altri ciò che non si accetta di sè. Un ragazzo gay che si professa nazista è la perfetta incarnazione di questo paradosso!
Splendidamente interpretato, Brotherhood deve la sua intensità soprattutto alle performance degli attori intensi e bravissimi; il film è stato girato nel tempo record di sole sei settimane, eppure non difetta in niente: una storia originale e molto provocatoria, un amore che trionfa, la violenza che viene mostrata in tutta la sua inutile stupidità, una regia all'altezza e attori che sono una vera rivelazione!




