Lunedì, 12 Aprile 2010 11:05

Scontro tra Titani - Recensione

Scritto da  Maria Silvia Sanna

scontro-tra-titani-homeLa mitologia classica riveduta e corretta da Luis Leterrier (L’incredibile Hulk, 2008) potrebbe far sobbalzare sulla poltroncina del cinema innumerevoli professori di letteratura classica: gli autori di questo epico scontro si sono posti ben pochi scrupoli filologici e hanno rimescolato parecchio le carte. D’altronde gli sceneggiatori (Travis Beacham, Phil Hay e Matt Manfredi) non avevano l’obiettivo di dare nuovo lustro ai miti classici, ma quello più onesto di realizzare il remake di un’omonima pellicola del 1981 diretta da Desmond Davis. Saperlo non ci impedisce di sentirci un po’ a disagio nel vedere Perseo (Sam Worthington) e Andromeda (Alexa Davalos), uniti dall’amore persino nella volta celeste, che nel film quasi non si degnano di uno sguardo, mentre Io (interpretata dall’eterea Gemma Arterton), decisamente fuori contesto, ha un ruolo molto importante nella storia.

Tuttavia, se si riesce a chiudere un occhio sulle libertà di reinvenzione del cinema hollywoodiano, si può guardare questo film per ciò che è: un colossale giocattolone, colmo di effetti digitali e creature fantastiche. Numerosi i riferimenti agli stilemi del fantscontro-tra-titaniasy con alcune strizzate d’occhio che citano (diciamo così) Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, senza però averne lo spessore.  Complessivamente sono più che discrete le performance degli attori, con un protagonista granitico come Worthington nell’ennesimo ruolo di combattente duro e puro e due nomi di tutto rispetto nell’Olimpo degli Dei: Liam Neeson (nei panni di Zeus) e Ralph Fiennes (Ade), nessuno dei quali al massimo dello splendore. Senza dubbio l’aspetto tecnico è il più riuscito in questo film e anche quello sul quale si è maggiormente puntato, a sentire le parole del produttore Basil Iwanyk: “Il mio obiettivo nel reinventare questo film era quello di far provare al pubblico le stesse emozioni che avevo provato io da bambino, ma con tutta la tecnologia che è oggi a disposizione.”

In un film del genere non poteva mancare il grande protagonista di quest’ultima annata cinematografica: il 3D. Stranamente, però, il film non è stato girato con questa tecnica, ma l’effetto è stato aggiunto in postproduzione. Il che aggiunge un po’ di profondità alle scene (ma senza risultati particolarmente coinvolgenti)  e qualche euro al prezzo del biglietto.

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