Venerdì, 19 Marzo 2010 10:52

Dragon Trainer 3D - Recensione

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Un mondo lontano e fantastico, l’Isola di Berk popolata da una tribù di Vichinghi continuamente in lotta con Gronki, Terribili terrore e Orripilanti bizippo solo alcuni dei mostruosi, spaventosi e, perché no, buffi draghi che invadono di continuo il villaggio. E in mezzo a questo mondo il giovane Hic (doppiato in originale da Jay Baruchel), che nonostante tutti gli sfDragon Trainer 3Dorzi non riesce ad adattarsi nel mondo in cui vive e a fatica cerca il proprio spazio. La DreamWorks ci riprova, dai creatori di “Shrek”, “Madagascar” e “Kung Fu Panda” arriva “Dragon Trainer”, in sala dal prossimo 26 marzo, film tratto dal libro della scrittrice inglese Cressida Cowell e diretto da Cris Sanders & Dean De Blois. Hic è un giovane vichingo, figlio del grande e autorevole capo villaggio Stoick l’Immenso (voce originale di Gerad Butler), diverso da tutti gli altri ragazzini forzuti e spavaldi, il simpatico protagonista è invece un ragazzo sensibile e mingherlino. Quando Hic viene incluso nel “corso anti-drago” con gli altri coetanei, Astrid (doppiata in originale da America Ferrera), Moccicoso (Jonah Hill), Gambadipesce (Christopher Mintz-Plasse), e i due gemelli Testa Bruta (Kristen Wiig) e Testa di Tufo (TJ Miller), vede la possibilità di dimostrare di possedere le doti che servono per essere un combattente. Quando incontra, e ne diventa amico, un drago ferito, che amichevolmente chiamerà Sdentato, il suo mondo e le sue convinzioni vengono totalmente sconvolti, e ciò che era iniziato come un’opportunità per dimostrare il suo valore si trasformerà in un’occasione per stabilire un nuovo corso per il futuro di tutta la tribù. Azioni dinamiche e un ottimo 3D fanno si che Dragon Trainer sia un film ben riuscito sotto vari punti di vista. Non una semplice pellicola per bambini, Dragon Trainer ha qualcosa in più, è un vero e proprio film educativo. Importanti tematiche sono trattate con ironia e simpatia per far si che anche i più piccoli ne colgano il significato. Prima fra tutte la diversità di Hic e la sua incomunicabilità con l’autorevole padre. Come ogni adolescente che si rispetti, il giovane vichingo ha mille dubbi sul suo futuro e non riesce a esternare i sentimenti, alle prese con la prima cotta si sente goffo e fuori luogo e non riuscendo a comunicare i suoi stati d’animo, e in più diverso dai suoi coetanei, molto meno forzuto e decisamente stralunato, tende a chiudersi in se stesso. Difficile, ovviamente, il dialogo con il padre. Tutto cambia quando il giovane Hic incontra un drago in difficoltà. I due diventeranno grandi amici e proprio grazie a “Sdentato” (cosi il piccolo vichingo rinominerà la bestia), Hic scoprirà tanti piccoli segreti sui draghi, segreti che l’aiuteranno a portare grandi cambiamenti nel suo villaggio. Un finale un po’ a sorpresa legherà ancora di più i due protagonisti. Basilare l’importanza dei sentimenti come l’amicizia, la famiglia e la lealtà, con la quale, si scoprirà, davvero tutto diventa un lieto fine.

doppioschermo

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