
The Imaginarium of Doctor Parnassus è un viaggio. Per compierlo occorre una fantasia potente e sconfinata. Il caleidoscopio di Gilliam offre visioni uniche e esagerate. Metamorfosi improvvise e universi paralleli. Attenzione però, perchè tutte le fantasie hanno un lato oscuro, paure e tentazioni pericolose una volta arrivati dall'altra parte dello specchio.
Per viaggiare basta salire sul carrozzone del dottor Parnassus (C hristopher Plummer ) che, nel corso del suo spettacolo itinerante, riesce a realizzare i sogni del pubblico, esaudire tutti i desideri. E' un dono unico, che condivide con i suoi compagni di viaggio: la figlia Valentina, il giovane Anton e il nano Perny. In principio, però, c'è un patto con il Diavolo. E l'immortalità ha un prezzo caro, ed è giunto il momento di pagarlo. E' oltre lo specchio che naviga l'immaginazione di ciascuno. E, una volta saliti sull'enorme e paradossale carrozzone, è difficile sfuggirgli.
Alla creatività, allo sconfinare nel campo figurativo, Terry Gilliam ci aveva già abituato. E anche ai colpi di scena. Questa volta, quello più triste e inaspettato, la morte improvvisa di Heath Ledger, ha tramutato un film onirico e visionario in un inno alla vita. Anzi all'immortalità. Grazie anche a Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrel che danno volti diversi allo stesso personaggio e rappresentano i tanti modi di vivere e di immaginare la propria esistenza. Grazie agli ottimi effetti speciali e alla superba fotografia di Nicola Pecorini (grande amico e collaboratore di Heath Ledger regista) con un'invasione di immagini mai eccessiva che apre la mente a nuovi orizzonti. E rendono ancora più violento il contrasto con l'oscura quotidianità, quella che nulla ha a che fare con l'immortalità. Dal momento più buio, però, si può risalire grazie all'immaginazione.
“Heath era straordinario, sia come persona che come attore mi stupivo sempre per quanto sembrasse vecchio - ha detto Gilliam al termine della proiezione - Aveva una saggezza che credevo derivasse da sangue aborigeno, e infatti penso che sia vissuto per migliaia di anni, e che in realtà non sia morto giovane”.
In fondo, lo dice anche Tony, con il volto furbo e curioso di Johnny Depp: “Nulla è per sempre...neanche la morte”.




