Martedì, 16 Giugno 2009 00:05

Coraline e la porta magica - Recensione

Scritto da 
Coraline e la porta magica è l'ultimo lavoro di Henry Selick, celebre per aver diretto il Nightmare Before Christmas di Tim Burton. L'opera presenta una notevole raffinatezza artigianale, frutto di un lavoro pluriennale, che ha permesso di dare vita al mondo immaginato da Neil Gaiman nell'omonimo libro illustrato. Gaiman iniziò a scriverlo quando la sua penna fu solleticata dai fantasiosi spunti della figlia mentre le narrava favole della buonanotte. Scrivendo pochissime righe ogni notte, nel 2002 il libro venne finalmente pubblicato.
Coraline è un'esuberante bambina di undici anni che si è appena trasferita dal Michigan in Oregon con i propri genitori, sempre indaffarati col proprio lavoro. Non avendo neanche più gli amici, si ritrova ad esplorare la nuova casa con grande curiosità. Farà presto a conoscere lo strano Wybie Lovat, suo coetaneo, e gli altri inquilini della casa: la Signorina Spink e la Signorina Forcible, eccentriche attrici inglesi, e l'ancora più eccentrico Signor Bobinsky, uomo di circo ormai in pensione. Il pericoloso senso di noia imperante nella nuova piovosa vita di Coraline verrà messo da parte quando un giorno trova una piccola porta all'interno della casa che la porterà a una realtà migliore, dove nulla è come sembra.

La particolare genesi del racconto presenta un'impostazione culturale ben definita: echi di Freud e Propp percorrono l'intero arco della narrazione. Nei titoli di testa una bambola simile a Coraline viene cucita da filiformi mani meccaniche per poi volare dalla finestra. Lo spettatore viene così portato sin da subito nel mondo dell'onirico. Decisiva in questo senso è la modalità di fruizione del film: presentato in un Dolby3D per nulla invadente, il concetto di cinema come simulacro bidimensionale del tridimensionale viene a cadere, avvicinandosi alla coinvolgente pulsione dei sogni.

Le avventure di Coraline nel mondo "Altro" offrono facili approcci dal punto di vista psicanalitico. Il fenomeno della condensazione, che consiste nel collegamento tra elementi che nella veglia sarebbero scollegati, è infatti uno dei più usati. Qui un esempio di come avviene la generazione dei sogni: una lista di elementi percepiti durante la veglia subito prima dell'attraversamento della porta magica e la loro enunciazione onirica.

Elementi veglia: le due attrici inglesi; le loro foto da giovani; le caramelle continuamente offerte a Coraline; i loro innumerevoli cani; la rassegna shakespeariana in città.

Enunciazione onirica: Coraline entra in casa delle vicine con Wybie, attraversa un corridoio dove piccoli cannoni colorati sparano zucchero filato e assiste ad uno spettacolo teatrale dinanzi a una platea gremita di cani. Per effettuare un'incredibile acrobazia, le due inglesi subiscono una metamorfosi che le rende giovani come nelle foto.

Le degenerazione negativa dell'altro mondo non potrà che avere una rielaborazione negativa degli elementi sopracitati: i cannoni colorati son ora ostacoli da superare; i cani non siedono più in platea ma son divenuti dei minacciosi pipistrelli; le due vicine non son più graziose acrobate ma son presentate come un orribile mostro bicolore avvolto in quel che sembra un'enorme carta per caramelle.

Come già detto, altra chiave di lettura preferenziale per un'opera di questo genere è la teoria delle fiabe di Propp, contenuta in Morfologia della fiaba, pubblicata nel 1928. Il linguista e antropologo russo propone uno schema generale facilmente rintracciabile nella pellicola:

1. Equilibrio iniziale
2. Rottura dell'equilibrio
3. Peripezie dell'eroe
4. Ristabilimento dell'equilibrio

E tra gli otto personaggi caratteristici delle fiabe, un dato emerge chiaro dall'incubo in cui Coraline finisce: l'antagonista è la madre, e non il padre, di cui è semplice burattino. L'altro mondo è il mondo dell'altra madre, quindi. La stessa porta magica in realtà porta a un cunicolo (sicuramente ripreso dalla vista del pozzo che trova all'inizio del film assieme a Wybie) che rimanda non troppo velatamente all'utero materno.

La pellicola scorre piacevolmente nonostante il pericolo del già visto. Infinite sono infatti le citazioni di altre opere di Tim Burton (a partire dall'inquadratura finale del gatto come in Vincent, cortometraggio d'esordio in cui venivano sviluppati temi pressoché identici) e di Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie (tra l'altro Coraline viene erronamente chiamata CAROLine dallo strambo Signor Bobinsky). Il target d'utenza è palesemente trasversale, e l'invito a guardare la realtà con altri punti di vista, come Wybie e i suoi monocoli, non è certamente rivolto ai soli bambini.

Ultimi da Alberto Colombo

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.