Svelato il mistero su Jeff Conaway, la star di Taxi e Grease, a distanza di mesi dalla sua scomparsa: i risultati dell'autopsia hanno dimostrato che l'attore lottò contro la dipendenza fino alla sua morte a maggio, dovuta a quanto pare a una grave infezione
Si tratterebbe dunque di morte accidentale: il coroner di Los Angeles che si è occupato del caso ha infatti definito tra le cause che avrebbero portato l'attore alla morte una serie di fattori, tra i quali l'embolia, patologie coronarie e polmonite.
Ci sono voluti quattro mesi di indagini dell'ufficio medico legale Craig Harvey, che al momento del decesso non effettuò test di tossicologia perché Conaway, 60 anni, era stato in ospedale per più di due settimane, poco prima della morte, e un test sulla droga sarebbe risultato negativo.
Conaway, che aveva una storia di dipendenza dalla droga e dall'alcool, era stato ricoverato il 10 maggio dopo essere stato trovato privo di sensi a casa sua a Los Angeles. All'epoca era anche affetto da polmonite e si stava riprendendo da un intervento chirurgico. E 'rimasto in coma fino alla sua morte, avvenuta il 27 maggio, il giorno dopo che la sua famiglia decise di togliergli il supporto vitale. I problemi dell'attore legati alla dipendenza erano stati portati anche sullo schermo nel 2008, quando Conaway apparve nella serie televisiva Celebrity Rehab.
Conaway era diventato popolare a Hollywood dopo aver interpretato il il giovane bullo Kenickie in Grease, al fianco di John Travolta e Olivia Newton-John. In seguito era diventato una presenza fissa del piccolo schermo nel ruolo del tassista Bobby Wheeler nella sit-com di successo Taxi.
Negli ultimi anni della sua carriera, il suo manager, Phil Brock, aveva raccontato alla Reuters che l'attore aveva avuto un'infanzia difficile: "Quando aveva 10 anni e lavorava già come attore, suo padre prese tutti i suoi soldi e fuggì".