L’errore che si fa più spesso quando ci si approccia alle serie poliziesche italiane è quello di fare paragoni con quelle statunitensi. Da subito diciamo che questa è un’operazione totalmente inutile perché per parlare di queste fiction bisogna da prima dimenticarsi degli eventuali episodi di The Wire o di The Shield e sgombrare le teste da pregiudizi. Questi prodotti vanno presi solamente per quello che sono, ovvero format generalisti spesso innocui e banali, ma con un successo tale che è stupido ignorare.
Distretto di Polizia è la miglior immagine di questo tipo di televisione. Arrivato ben alla suo undicesimo anno d’attività (ci sono pochissime serie americane, anche tra le più fortunate, che raggiungono questo traguardo) la fiction della Taodue, mantiene la stessa veste pur con qualche cambiamento, obbligatorio una volta raggiunta la doppia cifra. Mentre alla regia rimane il buon Alberto Ferrari (già in sella nelle ultime due serie) e il team di sceneggiatori, pur con qualche sostituzione, mantiene la stessa linea narrativa a cambiare sensibilmente è il cast.
Spazzati via tutti i componenti della “vecchia guardia” (eccetto Marco Mazzocca e, per lo meno nei primi episodi, il commissario Simone Corrente) viene dato spazio a volti nuovi come la svampita Maria Amelia Monti e, direttamente da Boris, alla coppia Paolo Calabresi –Ninni Bruschetta. Nei ruoli femminili vediamo l’introduzione della bella Chiara Conti e di Valentina Cervi, nei panni di una escort d’alto borgo (un tributo evitabile ai fatti di cronaca). Quelli menzionati sono quasi tutti bravi attori (tranne Bruschetta che invece è un ottimo caratterista, purtroppo sottovalutato) e, siamo sicuri, senza strafare faranno il loro lavoro, mantenendo il livello recitativo sull’accettabile. Le grandi speranze, almeno per chi scrive, vengono riposte in Andrea Renzi, l’attore che prenderà il comando del Decimo Tuscolano Renzi oltre ad essere un interprete teatrale di grande esperienza (reduce di molti anni a dividere il palcoscenico con fuoriclasse come Toni Servillo e Anna Bonaiuto) ha anche dimostrato più volte di cavarsela anche di fronte alla macchina da presa. Basti pensare all’indimenticabile ex calciatore depresso del bellissimo L’uomo in più di Paolo Sorrentino. Pur nei limiti del suo personaggio (in televisione, purtroppo c’è stata un’overdose di commissari di polizia) l’attore sembra essere a suo agio e magari, con la sua preparazione e la sua umanità, riuscirà a dare qualcosa in più alla serie.
Piccola nota per l’attore che interpreta il cattivo, Tommaso Ragno. Più degli altri lui ha il mestieraccio di aver a che fare con un ruolo già di per se esagerato e macchietti stico, eppure nelle poche scene in cui s’è visto in scena, ha lasciato trasparire qualche sprazzo di novità (specie nel momento in cui parla del figlio) che se sviluppati bene si dimostreranno interessanti nel corso della serie. Per finire è inutile poter continuare a giudicare una serie da un primo episodio (comunque discreto).
Basti sapere, sia per i fan che per i detrattori, che anche quest’anno Distretto di Polizia non cambierà.




