Monica Bellucci, “bella smarrita” e “musa luminosa” del film di Philippe Garrel, Une etè brulant', presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia e da oggi nelle sale di Francia
Lo conferma il quotidiano “Liberation” che dedica all'attrice italiana la copertina dell'inserto speciale cinema oltre a una lunga intervista. Secondo la Bellucci, Garrel “lavora molto bene con l'italianità, il suo rapporto con il desiderio, la sensualità, il peccato, la Chiesa” ed è un “modello di libertà”.
“Ci sono alcuni temi fondamentali che non lo abbandonano - spiega l'attrice - l'arte, la politica e l'amore”. Riguardo alla polemica sulla sua scena di nudo nel film la Bellucci spiega che “è una sequenza che dura un po' più di quello che ci si attende” e per questo determina l'effetto “di bello e di fastidioso”. “La si guarda e si è affascinati e imbarazzati al contempo. Mi chiedo se non sia questo il vero motivo della polemica piuttosto che la nudità in sè”, ha concluso la Bellucci.