Martedì, 27 Settembre 2011 10:01

Tutti pazzi per amore 3X01 / 3X02 - Recensione

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Il ritorno in tv di Laura e Paolo, più innamorati di prima, e della loro sgangherata famiglia allargata, con figli e amici alle prese con nuovi problemi di cuore e nuove avventure

Li avevamo lasciati appena sposati, alle prese con una famiglia fin troppo allargata e invadente che metteva a serio rischio la loro privacy: ma nella terza serie di Tutti pazzi per amore, la fiction targata Publispei prossimamente in onda su Raiuno e presentata in anteprima nel corso del Roma Fiction Fest, Paolo (Emilio Solfrizzi) e Laura (Antonia Liskova) hanno affilato le armi e sono stati costretti ad affittare un appartamentino segreto per potersi ritagliare qualche momento di intimità lontano dalla famiglia sempre più numerosa: insieme alla coppia e ai tre figli, Nina, Cristina (Nicole Murgia) ed Emanuele (Brenno Placido), infatti, si sono trasferite anche le due esilaranti zie di Paolo. Ma l’appartamento sarà ancora più affollato quando Laura accetterà di ospitare anche sua sorella Stefania e Giulio, insieme alle gemelle e al piccolo Yang, che sono rimasti senza casa perché il loro nuovo appartamento non è ancora pronto e la cattivissima nonna Clelia (Piera Degli Esposti) non accetta di ospitarli per qualche giorno.

Forse è proprio l’arcigna Clelia che, con il passare degli anni, sembra l’unico personaggio a non perdere colpi: l’eterno innamoramento di Paolo e Laura (una Liskova che, nonostante il rodaggio della seconda serie sembra non essere entrata appieno nel personaggio) ormai sa di stantio e di poco credibile, mentre anche i piccoli attori che interpretano Yang e Nina hanno perso naturalezza, come spesso accade ai talenti in erba che crescono in parallelo alle serie tv (vedi Annuccia de Il medico in famiglia o Mimmo de I Cesaroni). Anche la sceneggiatura, probabilmente appesantita da troppi personaggi, sembra risentirne e non scorre più velocemente come nelle passate stagioni. Come se non bastasse, si perde lo spirito originario dei piccoli intervalli musicali che sottolineavano i momenti di gioia o di sconforto dei protagonisti, una delle novità più interessanti che contribuirono a decretare il successo della serie: i mini-musical che vengono inserite nella narrazione sembrano un po’ forzati e gli attori sembrano meno naturali nella loro interpretazione.

C’era una volta in cui i nuovi innesti favorivano il risorgere di serie che non avevano più nulla da dire: difficile che accada in questo caso, con l’arrivo di Martina Stella (che interpreta la nuova grafica di Tu Donna), un personaggio che, se fosse nato prima, sarebbe stato preso ad esempio dagli autori di Boris per disegnare al meglio il ruolo che fu di Carolina Crescentini (orgogliosamente “cagna maledetta”). Forzata, smorfiosa all’ennesima potenza e assolutamente poco credibile, la Stella non porta affatto una ventata di freschezza nella redazione del settimanale femminile e sicuramente fa rimpiangere l’algida Lea (Sonia Bergamasco). Altrettanto improbabile che la nevrotica Monica (Carlotta Natoli), alle prese con il piccolo Michelino e sempre in guerra con l’universo maschile, si innamori a prima vista di Ricky Memphis, pediatra e fidanzato della suddetta Stella. Per una donna che si è lasciata conquistare dal fascino del piacione Michele (Neri Marcorè) e dal tenero ornitologo interpretato dal surreale Alessio Boni, il passo verso l’ex (?) coatto della tv italiana sembra essere fin troppo azzardato e decisamente poco credibile.

doppioschermo

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