Le Edizioni Il Foglio presentano, nella loro Collana Fumetti, un interessante saggio relativo al mondo dell’animazione giapponese. L’autore è Alessandro Del Gaudio (classe 1974) e il libro si intitola Kyoko mon Amour. Sebbene la citazione sembri immediatamente musicale – lo stesso titolo aveva avuto una celebre canzone di Alan Sorrenti nel 1997 -, in realtà l’omaggio è rivolto al personaggio di una delle più belle storie narrate nell’universo di anime e manga: Kyoko Otonashi, indiscussa protagonista di Maison Ikkoku.
Il percorso tracciato cerca di illustrare l’evoluzione tematica e soprattutto sentimentale di alcune serie famose prodotte nel Paese del Sol Levante. L’ideale sottotitolo è infatti riportato nel riquadro della quarta di copertina, dove campeggia la dicitura “Vent’anni di manga giovanili”. Cinque i mangaka scelti per illustrare questa analisi: la principessa del manga Rumiko Takahashi, autrice - appunto - di Maison Ikkoku e dell’altrettanto lirico One Pound Gospel; Mitsuru Adachi, altro maestro dei sentimenti che ha narrato - quasi in sottrazione – pregevoli commedie sentimental-sportive come Touch e Rough; Izumi Matsumoto, famoso per lo più per il successo planetario di Kimagure Orange Road (in Italia, E’ quasi magia Johnny); Masakazu Katsura, creatore dei fantasiosi e sensuali Video Girl Ai, Present from Lemon e I’s; e infine il meno conosciuto Harold Sakuishi, autore del musicale Beck – Mongolian Chop Squad. Ognuno di questi artisti ha contribuito, in maniera diversa, a delineare i contorni della commedia adulta a fumetti, affrontando i rapporti amorosi tra i personaggi in maniera realistica e matura. In appendice, una breve carrellata sulle altre opere cartacee degli ultimi due decenni che hanno in qualche modo aiutato a declinare ulteriormente le sfaccettature del manga sentimentale.
Lo stile di Del Gaudio è molto diretto e il taglio non troppo accademico, cosicchè la lettura del libro risulta piacevole ed alla portata di tutti. Attraverso questo bilancio narrativo, oltre che a chiarire il quadro della produzione fumettistica nipponica sentimentale, si riesce anche a dare un’idea di come si siano evoluti i meccanismi sociali - e tra i sessi – dell’intera e affascinante società giovanile giapponese.
In definitiva, non solo un prodotto per nostalgici, né tantomeno per il solo pubblico femminile. E di sicuro, un recupero obbligato per tutti gli amanti di manga, anime, cultura giapponese e (ovviamente) Maison Ikkoku.




