Il suo Brandon, ossessionato dal sesso femminile nonchè collezionista compulsivo di articoli pornografici, ha permesso all’attore di origini tedesche (naturalizzato però irlandese) di ottenere il riconoscimento per la miglior interpretazione maschile alla 68° Mostra del cinema di Venezia. Impresa non facile, data la spinosità sia delle tematiche affrontate in Shame e sia del complesso personaggio affidato alla recitazione di Fassbender, che ha saputo magistralmente dare visibilità alle deviazioni sessuali più scomode di un giovane soffocato dall’alienazione affettiva di una grande metropoli (con scene di rapporti anche molto vicini all’esplicitezza).
La Coppa Volpi non è stato l’unico premio vinto dall’attore. Già per Hunger, sempre girato da Steve McQueen nel 2008 (ed incentrato su un altro bisogno ancestrale dell’uomo: la fame), questi aveva in effetti collezionato diversi riconoscimenti in America, Regno Unito ed Irlanda. Con Inglourious Basterds, poi, si era visto assegnare il premio come miglior Cast negli Screen Actors Guild Awards del 2010. Tuttavia, è con questo freschissimo traguardo che Michael Fassbender può festeggiare il suo ingresso nella rosa degli attori impegnati e di alto livello, come la griffe festivaliera da sempre impone ai suoi premiati eccellenti.
A questo punto, auguriamo all’artista di poter continuare la sua avventura attoriale all’insegna di scelte sempre attente ed interessanti, come quelle operate fino a questo momento della sua giovane ma assai promettente carriera.





