Venerdì, 09 Settembre 2011 09:21

Venezia, ovazione per L'ultimo terrestre di Gipi

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Oltre 15 minuti di applausi hanno accolto l’esordio dietro la macchina da presa del fumettista Gian Alfonso Pacinotti, in concorso alla 68esima Mostra del cinema di Venezia con L'ultimo terrestre, da oggi in sala in 50 copie: un film “leggero e buffo, il comico si mescola al dramma sempre, come nella vita”, spiega l’autore toscano

Nella pellicola Luca Bertacci (uno straordinario Gabriele Spinelli) s'incontra brutta gente, meschina, malvagia, gretta nell'arraffare, nell'imbrogliare l'altro, nel vivere senza scrupoli e si attendono gli extraterrestri, un arrivo annunciato che terrorizza e libera al tempo stesso. “Se aspetti che la soluzione arrivi dal cielo non stai molto bene, però è anche positivo che ti auguri un cambiamento”, continua il regista che per il suo primo film si è ispirato all’Italia cinica, senza speranza e amorale: “Se uno è capace di scordare solo il giorno dopo la notizia di uno sbarco clandestino dove si sono salvate solo due persone su 80, extracomunitari che morivano di fame e di sete, che ne parliamo a fare”. Del resto, anche nel film, la gran parte dei personaggi sono dipinti come cattivi. “Li ho fatti molto brutti, delle vere macchiette terribili, ho contravvenuto alla regola di Truffaut che raccomandava di non farli a senso unico, ma - ha detto Gipi - se guardo alla classe dirigente italiana ne vedo tante di queste macchiette e penso che Truffaut non aveva visto l'Italia del 2011”.

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