Lunedì, 05 Settembre 2011 15:26

Simone Cristicchi, la sua “prima volta” al cinema con “Cose dell'altro mondo”

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Ha cantato e scritto di matti, raccogliendo storie raccolte centri di igiene mentale

Ha composto brani sul G8 di Genova, condotto trasmissioni radiofoniche, ideato spettacoli teatrali e duettato con il coro dei minatori di Santa Fiora. Di immigrazione aveva assaggiato qualcosa nel 2007, partecipando al festival diretto da Claudio Baglioni sull'isola di Lampedusa. Stavolta, invece, ci si è messo corpo e anima, lanciandosi in uno dei pochi settori scoperti della sua corriera: Simone Cristicchi torna alla ribalta con la colonna sonora di Cose dell'altro mondo, il film di Francesco Patierno che vede Diego Abatantuono nella parte dell'imprenditore veneto che vorrebbe cancellare dal mondo gli immigrati.

“Mi sono avvalso della collaborazione di due amici come Pericle Odierna, soffiatore di ottoni, e Riccardo Corso, pizzicatore di corde – scrive Cristicchi nel suo blog - E’ stata un’esperienza bellissima e nuova, anche perché sono sempre stato abituato ad usare la parola per raccontare: qui, avevo a disposizione soltanto la musica. E' stata una strana ed inedita sensazione ascoltare le mie composizioni musicali nell’enorme sala mix, durante il montaggio”.

Il pezzo portante del lavoro di Cristicchi, interamente prodotto da Warner Chappell Music Italiana e Dueffel Music, è “Cose dell'altro mondo”, brano omonimo che si può ascoltare per i titoli di coda e nel trailer. All'inedito è anche legato un videoclip, in cui compare il cantautore in prima persona alternato a scene della pellicola. Si tratta di una canzone orecchiabile e incisiva, con liriche che ben descrivono l'apocalisse di cui si narra nel lavoro di Patierno, cioè il caos provocato dall'improvvisa scomparsa dei lavoratori stranieri. Che altro non è, che il frutto dell'odio e dell'intolleranza verso le “Cose dell'altro mondo”.

“Gli immigrati sbarcano mentre i bambini abbattono la moschea – canta Cristicchi nel pezzo - Gesù cristo è immobile, sembra impassibile sulla croce con il marchio Ikea”. La denuncia è tutta verso l'indifferenza della società a fatti gravi come il disprezzo e il razzismo. O come l'arrivo della fine del mondo: “Appropinquante fine mundi”, come recitano le liriche del brano.

Verso il finale del brano, un messaggio di speranza, con versi che chiudono così: “A cosa penserai nell'ultimo secondo se non hai visto cose dell'altro mondo, forse cercherai un senso più profondo e mi racconterai cose dell'altro mondo”.

“E' un film intelligente, divertente e molto emozionante – conclude Cristicchi nel suo blog - Andrebbe proiettato nelle scuole, per il messaggio e le riflessioni che trasmette”.

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