Lunedì, 05 Settembre 2011 00:42

Alieni al cinema sempre più umani. Da Herzog ai Manetti Bros

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Per anni (forse decenni) la fantascienza è stata considerata un enorme calderone di generi in cui si mescolano suggestioni improbabili legati allo spazio, a spaventose creature extraterrestri o postatomiche o a scenari futuristici e distopici

Nel corso degli anni, lo stesso aggettivo “fantascientifico” ha delineato opere sempre più slegate dai vecchi stereotipi classici, dalle tematiche mature e spesso così realistiche da fare invidia a prodotti di altri generi narrativi. Allo stesso modo, vi sono stati dei film che hanno inserito degli elementi della fantascienza classica in contesti del tutto ordinari, tanto da non poter parlare di vere e proprie pellicole di fantascienza, quanto di curiose contaminazioni. Elemento indicativo di questa tendenza è la presenza dei cosiddetti “alieni” al cinema.

Il film dei Manetti Bros presentato quest’anno a Venezia, L’arrivo di Wang, è solo l'ultimo esempio nostrano del suddetto filone. La storia è quella di un sedicente extraterrestre interrogato da un agente senza scrupoli grazie ad una interprete di cinese. La curiosa operazione dei fratelli italiani sembra in realtà più un’opera di impianto teatrale e dalle implicazioni psicologiche che la classica pellicola di fantascienza. Il suo alieno ha le fattezze di Ennio Fantastichini, e nulla lascerebbe presagire la sua natura extraterrestre se non le premesse stesse della storia.

Quasi contemporaneamente, sempre a Venezia, è arrivato anche L’ultimo alieno dell’apprezzatissimo fumettista Gipi, uno dei tre film italiani in concorso. Introdotto al pubblico con un video virale cliccatissimo in cui una giornalista del Tg3 dà notizia dello sbarco degli alieni, si sa ancora poco della trama. Tuttavia si vedrà la reazione della gente comune all’evento, quasi come in un documentario.

Ma sono davvero tanti i film degli ultimi anni che hanno visto come protagonisti gli alieni in contesti realistici o addirittura documentaristici. Nel 2005 abbiamo avuto L’ignoto spazio profondo di Werner Herzog, fintomentario su un extraterrestre dalle sembianze umane costretto a raccontare la fine della Terra, dove la sua popolazione si era rifugiata per scappare dal loro pianeta a sua volta morente. Più di recente, nel 2009, c’era stato District 9, altro mockumentary in cui gli alieni venivano ghettizzati in baraccopoli e controllati da un governo repressivo. Qualche mese fa è arrivato poi Monsters, da molti associato a District 9 ma sostanzialmente diverso, in cui le entità aliene (più ostili che mai) sono una chiara metafora dell’immigrato clandestino.

Numerosi sarebbero gli esempi in cui gli extraterrestri sono comparsi in commedie, horror o altri generi più legati all’intrattenimento spettacolare: per citarne solo un'infinitesima parte, gli spielberghiani E.T e Incontri ravvicinati del terzo tipo, l’ambiguo K-pax di Kevin Spacey, i recentissimi Super 8 o Lanterna Verde, il dissacrante Paul (doppiato da Elio)... Senza considerare i film d’animazione o il panorama seriale, che di creature cosmiche è davvero costellato.

E’ tuttavia questa scelta di rappresentazione quotidiana del diverso a destare maggiormente la nostra curiosità ed interesse.

Speriamo solo che questo trend continui, e che offra spunti di riflessione sempre più “umani” e meno “alieni”.

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