Roberto Benigni che corre in via Veneto in mutande inseguito dai paparazzi, le fontane di Villa d'Este a Tivoli aperte solo per lui, lo sguardo stupito del “pizzardone” scelto a sorpresa per interpretare una scena: Allen ha ravvivato e reso unica l''afosa estate romana. Il 31 agosto il regista newyorkese girerà ultimo ciak ovviamente ancora top secret.
In Bop Decameron, pellicola divisa in quattro episodi ispirati all'opera di Boccaccio, il protagonista è l'amore, declinato nelle sue mille sfaccettature. Numerosi gli attori italiani sul set con Allen. Assieme a Benigni, che nel film interpreta un impiegato normale la cui vita viene sconvolta da una serie di episodi surreali, ci sono i paparazzi di ispirazione felliniana, tra cui i famosi Vitaliano Napolitano e Letizia Giambalvo. “Roberto Benigni ci ha sfinito- hanno raccontato i paparazzi-. Siamo abituati a correre dietro ai divi, ma lui è troppo veloce. Sembra una lepre”.
E poi la capitale in tutte le sue forme e colori: da Campo dè Fiori alla Garbatella, dai Parioli a Colle Oppio: nelle riprese di Bop Decameron c'è tutta Roma. Nemmeno i politici della Capitale si sono fatti sfuggire l'occasione di conoscere e salutare Allen. A partire dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che insieme all'assessore alla cultura Fabiana Santini ha visitato il set, con il vice e amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta.
Il sindaco Gianni Alemanno lo aveva invece ricevuto, a pochi giorni dall'inizio delle riprese, in Campidoglio. “Grazie di cuore- aveva detto Allen- stare qui è un'esperienza davvero bella e spero che vi divertirete a vedere il film. Erano anni che volevo fare un film qui, sono felice di questa opportunità”. Alemanno aveva consegnato al regista una lupa come segno dell'onore di ospitarlo nella Capitale. “Questa lupa - aveva detto Alemanno consegnando la statuetta ad Allen- è un riconoscimento al suo genio e alla sua arte ad anche perché ha scelto la città di Roma per una bellissima storia sentimentale e vogliamo manifestare la nostra ospitalità convinti che Roma possa rappresentare lo scenario ideale per la sua arte”.





