Venerdì, 12 Agosto 2011 10:56

I pinguini di Mr. Popper - Recensione

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Diciassette anni dopo il boom di Ace Ventura, la "faccia di gomma" Jim Carrey ritorna a far ridere grandi e piccini in una commedia

A 17 anni dal successo di Ace Ventura e dopo i flop di Yes man e Colpo di fulmine – Il mago della truffa, Jim Carrey ritorna sul grande schermo con una commedia per bambini che forse farà storcere il naso ai fan storici della maschera di gomma di The Mask, ma ha il merito di avvicinare l’attore al pubblico dei bambini. Ne I pinguini di Mr. Popper interpreta Thomas Popper, agente immobiliare senza scrupoli che cerca di mantenere un buon rapporto con l'ex moglie Amanda e con i due figli. Proprio mentre sta trattando l’acquisto dello storico ristorante  che gli permetterebbe di diventare socio della sua compagnia, un corriere si presenta alla porta del suo lussuoso attico di Park Avenue, consegnandogli un pacco regalo proveniente direttamente dal Polo Sud: il suo anziano padre, esploratore in Antartide, prima di morire gli ha inviato una cassa con sei pinguini in cerca d'affetto. Popper prova in tutti i modi a sbarazzarsi degli animaletti, almeno fino a quando i suoi due figli, indifferenti ad ogni richiamo paterno, scopriranno i nuovi coinquilini di papà. Ma l’idillio dura poco, perché i pinguini sono in pericolo.

Se la regia di Mark Waters (La rivolta delle ex, Quel pazzo venerdì) è abbastanza lineare, escludendo alcune scene più impegnative come la simpatica invasione al Museo Guggenheim trasformato in acquascivolo e l’inseguimento nello zoo di New York (secondo solo alla fuga dei pinguini “carini e coccolosi” di Madagascar), il vero mattatore de I pinguini di Mr. Popper - adattamento dell’omonimo romanzo per ragazzi scritto nel 1938 da Richard e Florence Atwater – resta Jim Carrey, che con le sue smorfie e le battute a raffica riesce a sovrastare anche i sei pinguini combinaguai che, tra danze improvvisate ed espressioni quasi umane, strappano più di una risata. Da citare anche la leggendaria “signora in giallo”, Angela Lansbury, che veste i panni della ricca proprietaria dell'ultimo grande immobile di Manhattan, una donna inflessibile decisa a mettere i bastoni tra le ruote allo zelante agente immobiliare interpretato da Carrey.

Ottimo il lavoro della CGI che è riuscita ad alternare scene con pinguini veri ad altre realizzate invece con la computer grafica, senza che lo spettatore si accorga della differenza.

doppioschermo

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