02 Aug
Rapaccini: la mia vita con Monicelli e quel film incompiuto
Scritto da Sonia Arpaia |
 

 “Il racconto di un sopravvissuto al terremoto di Messina del 1908, rimasto sotto le macerie sepolto da botti di vino: fu trovato dopo settimane, ubriaco ma vivo”

Questo il soggetto di un film che Mario Monicelli avrebbe voluto realizzare prima di morire. Lo racconta Chiara Rapaccini, compagna del celebre regista scomparso lo scorso anno, in un'intervista a “La Repubblica”.

“Ne avevamo scritto il soggetto insieme – ha spiegato, rivelando che negli ultimi anni il regista nn scriveva più - Non ha mai amato scrivere, si fidava dei suoi più fedeli collaboratori, De Bernardi, Age e Scarpelli, Suso Cecchi d'Amico, che considerava grandi scrittori”.

“In autunno – ha annunciato la compagna di Monicelli - uscirà da Sonzogno La bambina buona, non proprio una biografia (Mario mi raccomandava di non scriverne mai), ma un romanzo dai mille riferimenti al regista e alla sua famiglia”.

Un percorso da mille piccoli episodi quotidiani, dai tormentoni o frammenti di discorsi a tavola, con Mastroianni, Gassman, Risi. A ottobre poi, al Palazzo delle Esposizioni, una mostra con le foto di famiglia.


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