Dopo la nascita di una bambina e un tentativo di carriera cinematografica non salutato con particolare calore, se si esclude l’accoglienza favorevole per l'horror cult The Grudge, Sarah Michelle Gellar torna sul piccolo schermo, come protagonista della serie della CW Ringer, thriller sospeso tra fughe e scambi di persona.
La bionda Sarah si cimenta nel doppio ruolo di Bridget e Siobhan, due sorelle gemelle agli antipodi: Bridget è una ex alcolista che ha vissuto per anni di espedienti e che sta cercando di uscire dal tunnel, mentre Siobhan è un membro dell'high society newyorkese. Bridget assiste ad un omicidio e, minacciata, non si fida del programma di protezione testimoni e decide di rifugiarsi dalla sorella, che scompare misteriosamente poco dopo. Bridget decide di prenderne il posto, scoprendo che la vita dorata di Siobhan nascondeva non poche ombre e di essere forse ancora più in pericolo con la sua nuova identità.
Davanti ai trailer c'è chi ha storto il naso, chi ha parlato di soap opera e chi si è detto felice di rivedere un'attrice che per sei anni e sette stagioni, dal 1997 al 2003, è stata solo ed esclusivamente Buffy, l'ammazzavampiri, protagonista cioè della serie omonima, antesignana - insieme al suo spin off Angel - del boom per i succhiasangue che oggi impazzano tra cinema e televisione.
E dire che tutto non era cominciato proprio nel migliore dei modi: nel 1992 Joss Whedon, giovane sceneggiatore e grande appassionato di fumetti, dai comics americani ai manga nipponici, era l'autore del film Buffy l'ammazzavampiri, diretto dalla sua collaboratrice Fran Rubel Kuzui, con protagonista la meteora Kristy Swanson accanto all'ex Dylan di Beverly Hills 90210 e ai veterani Rutger Hauer e Donald Sutherland. L'idea di fondo, quella di una prescelta per generazione che combatte contro i vampiri e le forze delle tenebre, era anche interessante ma sullo schermo il risultato fu dei più deludenti: i film finì presto nel dimenticatoio! Alcuni anni dopo, nel 1997, Joss Whedon riuscì però a convincere la Warner Bros a dare fiducia alla sua protagonista, creando una serie televisiva su Buffy che avrebbe dovuto fare da riempitivo nel palinsesto dopo la programmazione di X-Files. Fu l'inizio invece di un grande successo, con un cast cambiato e obiettivamente più adeguato alla storia e una trama di ampio respiro, non solo riconducibile al genere dell'horror.
Nelle sette stagioni, le prime cinque su Warner tv e le ultime due su UPN, Buffy ha parlato di vampiri e soprannaturale ma anche di adolescenza e di scuola, della difficoltà di crescere e dei legami familiari, di amore e morte - non necessariamente legata al soprannaturale come dimostra l'episodio della quinta stagione The Body -, di omosessualità e diversità, mescolando horror e commedia, dramma e femminismo, musical (con il delizioso Once more with feeling) e fiabe.
Se negli ultimi anni i vampiri ci hanno abituato a romantici interludi con le fanciulle mortali, in Buffy la situazione era molto diversa: la protagonista doveva per missione combatterli ed annientarli, ma questo non le impediva di innamorarsi, prima di Angel (David Boreanaz, oggi agente Booth nel thriller Bones), tormentato vampiro con l'anima oppressa da una maledizione, e poi dello scanzonato Spike (James Marsters, visto poi in Torchwood), temibile succhiasangue capace di cambiare e sacrificarsi per amore.
Intorno a Buffy c'erano altri intrecci e personaggi, tutti molto amati dagli appassionati, dalla storia d'amore diversa e tragica tra le due streghe Willow (Alyson Hannigan) e Tara (Amber Benson) al ruolo paterno del bibliotecario e osservatore Rupert Giles (Anthony Stewart Head, caratterista britannico), dalla cacciatrice oscura Faith (Eliza Dushku, poi protagonista di Tru Calling e di Dollhouse, sempre di Whedon) al semplice Xander (Nicholas Brendon) diviso tra l'ex reginetta di bellezza Cordelia (Charisma Carpenter) e l'ex demone Anya (Emma Caulfield), senza dimenticare la sorellina spuria minore, Dawn (Michelle Trachtenberg), nata come entità mistica e venuta fuori dal niente nella quinta stagione.
Un catalogo così vario tiene banco per sette stagioni, caratterizzate da un'evoluzione progressiva verso il serial con episodi svincolati l'un dall'altro sia pure con un filo comune, il confronto della Cacciatrice con i nemici. Tra questi vanno ricordati nella prima stagione il vampiro arcano il Maestro, nella seconda Spike con la sua allora compagna Drusilla - la figlia d'arte Juliet Landau, tra le star del serial più attive nella fandom -, nella terza il sindaco della ridente cittadina di Sunnydale che diventerà un demone, nella quarta il neo Frankenstein Adam, frutto di esperimenti molto umani, nella quinta la dea Glory, nella sesta i tre nerd malefici Jonathan, Andrew e Warren e la stessa Willow, e nell'ultima stagione il Primo, entità malefica che s’incarna nell'inquietante prete Caleb (Nathan Fillion, ora protagonista di Castle).
In parallelo a Buffy, a partire dal 1999, Joss Whedon ideò anche lo spin-off di Buffy, incentrato su Angel, il primo grande amore della protagonista a cui fu intitolato. In cinque stagioni, fino al 2004, il vampiro, a cui era stata restituita l'anima con una maledizione dagli zingari ma al quale era preclusa la felicità, si trasferisce a Los Angeles, per portare avanti una battaglia contro forze del male più insidiose, simboleggiate dal diabolico studio di avvocati Wolfram & Hart. Al suo fianco il ragazzo di strada, l’afroamericano Gunn (J. August Richards), Cordelia, l'ex osservatore Wesley (Alexis Denisoff, nella vita reale marito di Alyson Hannigan), il mezzo demone Doyle (il prematuramente scomparso Glenn Quinn), il demone Lorne (il compianto Andy Hallett), la grintosa Fred (Amy Acker) e alla fine Spike.
I toni sono decisamente più cupi e apocalittici, tutto è giocato su scontri epici, fino alla fine, c'è pure un figlio per Angel avuto dalla sua ex Darla (Julie Benz, poi moglie di Dexter), Connor (Vincent Kartheiser, capofila negli States nella battaglia contro l'uso dell'auto privata e le multinazionali del petrolio), oltre che nemici come gli infidi Lindsey (Christian Kane) e Lilah (Stephanie Romanov) e il demone Jasmine (Gina Torres).
Mentre Buffy si chiudeva dopo una battaglia con una possibilità di nuova vita, Angel finisce nel mezzo di uno scontro, forse anche per una polemica con la Fox che aveva deciso di chiuderlo: entrambe le serie sono continuate tra i fumetti, antico amore di Whedoni, ai quali hanno collaborato sceneggiatori della serie come Marti Noxton e Jane Espenson e interpreti come Amber Benson e Juliet Landau.
Decisamente meno buonisti e più dark di Twilight, coraggiosi senza arrivare agli eccessi di True Blood, più intricati di The vampire diaries, Buffy ed Angel hanno reinventato le storie di vampiri, senza tradirle con melensaggini, ma rivisitandole come metafore della difficoltà di crescere e della lotta tra bene e male. Buffy, la cacciatrice di vampiri capace di amarli e redimerli, e Angel, il vampiro con l'anima pronto a diventare un paladino del bene oggi appaiono perfino più trasgressivi e romantici, mai convenzionali né prevedibili.




