Lo psicologo Julien Monnier (François-Xavier Demaison) è un genio nel risolvere i problemi di coppia, a partire da quelli dei suoi genitori, ma nonostante la sua brillante carriera costellata di successi, non riesce a tenersi una donna per più di due settimane. Tutte le sue fidanzate lo mollano non appena capiscono che il “responsabile” dell’ondata di sfortuna che le colpisce improvvisamente è lui. Julien è quasi rassegnato a restare solo, quando per una fortunata coincidenza incontra Joanna (Virginie Efira) e scatta il più classico dei colpi di fulmine. Nonostante le farfalle nello stomaco e gli occhi a cuoricino, la sfortuna continua a vederci benissimo e neanche Joanna farà eccezione.
Uscito a gennaio in Francia, e trasformatosi in un discreto successo di pubblico e critica, con 9 milioni di dollari di incasso e oltre 1 milione di spettatori, La chance de ma vie sbarca in piena estate nei cinema italiani dopo aver vinto il premio come miglior film nella decima edizione del Montecarlo Film Festival de la Comedie.
Straordinari i protagonisti: Virginie Efira, attrice belga già vista nel grottesco Kill me please, e François-Xavier Demaison (Il piccolo Nicolas e i suoi genitori) sembrano la classica coppia male assortita che non ha niente in comune, ma riescono a convincere e a strappare risate divertite, insieme ad altri personaggi di contorno che in più di un’occasione rubano loro la scena, dalla madre di Joanna all’amico di Julien, protagonisti di gag demenziali sullo stile dei fratelli Farrelly. La pellicola, poi, gioca su alcuni espedienti narrativi che la commedia francese ha adottato in più di un’occasione (da Il fantastico mondo di Amelie in poi): i dieci minuti di incipit in versione flashback, con una carrellata di tutte le donne che hanno mollato Julien, che hanno il compito di calare lo spettatore nella vicenda. Il regista centra l’obiettivo di realizzare una commedia romantica approfittando di una trama fresca e innovativa, senza scadere nella banalità e strappando risate divertite senza scadere nella volgarità




