Ultima sorpresa in tal senso viene dal capitolo finale di Harry Potter, ovvero Harry Potter e i doni della morte – Parte II, convertito in 3D soltanto in post-produzione per cercare di racimolare incassi più ghiotti. Pare infatti che le prenotazioni on-line delle prime proiezioni americane siano assai più sbilanciate verso gli spettacoli in versione 2D che verso quelli in 3D. Segno che la visione tridimensionale, tormentone cinetecnologico degli ultimi anni, comincia a stancare anche il pubblico più avvezzo alla spettacolarità.
Chissà se anche in Italia i fan del maghetto preferiranno godersi la conclusione della saga senza i fastidiosi occhialini. Sperando che, come accaduto negli USA, la risposta dei cinema non sia quella di boicottare quasi completamente le proiezioni classiche saturando le sale con le loro costose e sopravvalutate gemelle stereoscopiche.





