Dopo Dirty oil, Biografilm propone un altro agghiacciante documentario della candidata Oscar Leslie Iwerks. Questa volta siamo in Guatemala, piccolo stato tra il Messico e il Pacifico, precisamente nel Garbage Dump, la zona più inquinata dello stato. La discarica costituisce un elemento importante nella catena economica del paese poiché grazie ai suoi 16 ettari di terreno (la più grande dell’America latina), consente periodicamente lo smaltimento di centinaia di tennellate di rifiuti. Al suo interno però, vivono e lavorano intere famiglie da essa dipendenti dal momento che non hanno un normale lavoro o una casa in cui abitare. Sono chiamati guayos e a partire dal 1966, anno in cui in Guatemala sono cominciati i problemi economico-politici a causa della guerra civile, sono stati per generazioni gli abitanti della discarica. Fino al 2005 intere famiglie hanno vissuto in condizioni di vita disumane, in perenne contatto con i rifiuti il cui gas metano prodotto in fase di decomposizione, progressivamente provoca cancro all’apparato respiratorio. Ciò che ha generato un sussulto negli animi del governo centrale guatemalteco è stato l’incendio del 2005 appunto, verificatosi in seguito alla degradazione della sostanza organica che ha prodotto una nube di gas tossici così ingente da raggiungere il centro della città. Il pericolo che la popolazione tutta ha corso, ha spinto i governi a prendere misure di sicurezza e monitoraggio. Oggi è negata ai guayos le possibilità di abitare nel Garbage Dump; l’orario di lavoro è controllato; ai bambini è garantita l’istruzione presso la scuola Santa Clara sostenuta da volontari e dall’Unicef; vi sono maggiori monitoraggi delle condizioni di lavoro. L’interesse del governo e il sostegno dei volontari ha dato l’opportunità alle tante generazioni di guayos di spezzare la catena; tuttavia questi lavoratori sono orgogliosi di questa attività che garantisce loro la sopravvivenza. Il lavoro nobilita l’uomo? I tanti guardiani della discarica guardano con ardimento e speranza a ciò che fanno, ma uno di loro con occhi scintillanti verso la telecamera dice: “Ho un’idea del futuro, ma l’idea non basta, serve un aiuto”.




