Dopo una trilogia corale ed un capitolo monografico dedicato al burbero Wolverine, i mutanti di casa Marvel tornano sul grande schermo con X-Men: L’inizio, un prequel dedicato all’infanzia (e adolescenza) dei due ex-colleghi e nemici giurati Professor X e Magneto, al secolo Charles Xavier ed Erik Lensherr. A girarlo è stato Matthew Vaughn, già regista del divertente Kick Ass – anch’esso tratto da un fumetto –, che a conti fatti appare una scelta più che ragionevole per un’operazione di questo tipo.
Le premesse del film sono di fatto interessanti. Mostrare un contesto storico riconoscibile per collocare le origini fantastiche degli eroi in una dimensione reale e drammatica (come aveva fatto in maniera eccellente Zack Snyder con Watchmen) dà senza dubbio spessore ai dilemmi etici e alla stessa natura quasi shakespeariana dei due antagonisti mutanti. I giovani Charles ed Erik, sebbene profondamente diversi dalla loro ben più nota controparte adulta, già nei rispettivi modi di agire ed interagire manifestano in nuce ciò che sono destinati a diventare e le cause che sono intenzionati ad abbracciare in futuro.
Impossibile non pensare al televisivo (e appena concluso) Smallville, che si basava su un concept molto simile: mostrare l’evoluzione del rapporto tra Clark Kent e Lex Luthor che dall’amicizia più sincera sfuma gradualmente nella dichiarazione di guerra reciproca. In X-Men: L’inizio tuttavia il respiro è cinematografico in senso pieno, con tutti i vantaggi stilistici, qualitativi e sintetici che ciò comporta. Fortunatamente poi l’azione, per quanto comunque presente e spettacolare, non ruba la scena ai momenti più introspettivi, permettendo così a tutti i personaggi di raggiungere un giusto sviluppo nel corso della pellicola.
Molto bravi i due protagonisti, James McAvoy e Michael Fassbender, a rendere le incertezze e la spavalderia di un’adolescenza vissuta tra responsabilità e stupore per la propria natura. Fantastico anche Kevin Bacon, più cattivo e inquietante che mai. Decisamente fuori parte invece la bella January Jones, star dell’ottima serie tv Mad Men, che appare troppo algida e poco in carne per prestare viso e corpo alla giunonica ed ammaliante Emma Frost.
In conclusione, una bella correzione di tiro dopo il passo falso di Wolverine: Le Origini, nonché una importante eccezione alla regola che vede quasi sempre i prequel deludere i fan di una saga molto amata.




