Rifacendosi alle tragedie greche ed in particolare a “Medea” Stuart, recentemente impegnato con Marco Tullio Giordana nella pellicola in cui interpreterà il commissario Luigi Calabresi ha ricevuto il Premio Raf Vallone, giunto alla seconda edizione.
A Silvio Orlando è stato consegnato il prestigioso Premio alla Carriera, mentre a Pupi Avati, recentemente insignito dal Sindacato Giornalisti Cinematografici con il Nastro Speciale del 65°, per “Una sconfinata giovinezza”, è andato il Premio Città di Reggio Calabria.
Supportato dalla Fondazione Calabria Film Commission per il cinema e l’audiovisivo, presieduta dal neo eletto Gianluca Curti, il festival ha ospitato anche Giancarlo Scarchilli con un doppio omaggio ai giganti del grande schermo.
Impegnato nella regia del documentario “Vittorio racconta Gassman”, Scarchilli dal palco del teatro “Francesco Cilea” insieme al figlio d’arte Gianmarco Tognazzi, ha snocciolato episodi e racconti di vita. Nel corso dell’ultima serata un dialogo aperto sulla carriera e le emotività di due intramontabili del cinema italiano.
Dopo il successo della prima serata che ha visto confrontarsi la comicità attuale di Enzo Salvi con l’esperienza decennale, legata maggiormente agli anni Ottanta, di Andrea Roncato, si è chiusa la kermesse cinematografica giunta alla settima edizione.
Enzo Salvi è stato premiato come migliore attore per “Una cella in due”.
Altrettanto suggestivo l’intermezzo musicale in live di Onda Calabra regalato al pubblico da Peppe Voltarelli, che ha ricevuto il Premio Mediterranea Musica per la colonna sonora di “Tatanka”, regia di Giuseppe Gagliardi. Il film ha inoltre ricevuto tre nomination ai Nastri d’argento per le sezioni: fotografia, effetti sonori e attore non protagonista (Giorgio Colangeli).
Premiato anche Sebastiano Somma per l’interpretazione del film “Il mercante di stoffe” che ha visto protagonista al suo fianco Philippe Boa.
Orgoglio del festival il filmmaker reggino Fabio Mollo selezionato al Festival di Cannes per la sceneggiatura di “Il Sud è niente”, lungometraggio che verrà girato, a partire dai prossimi mesi, con il cofinanziamento della Fondazione Calabria Film Commission.
Presente anche Anita Caprioli, protagonista di Corpo Celeste di Alice Rohrwacher al suo primo lungometraggio, girato a Reggio Calabria che racconta le scelte della tredicenne Marta la quale, ritorna a vivere insieme a sua madre e a sua sorella, a Reggio, città nella quale è nata, ma che non conosce, essendo vissuta in Ticino. In questo ritorno, come una vera e propria “emigrazione di ritorno” per lei più che per sua sorella e sua madre, interpretata dalla Caprioli, l’ambientarsi è problematico.
Madrina storica della kermesse in riva allo Stretto, Laura Freddi. Direttore artistico di questa edizione Bruno Di Marino affiancato da Michele Geria per la produzione esecutiva, Quattrini, Flamini e Pistilli per il casting.





