Giovedì, 26 Maggio 2011 16:52

Zack e Miri - Amore a... primo sesso - Recensione

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Arriva con 3 anni di ritardo questa sboccata e irriverente commedia sul mondo del porno. Attori bravissimi per una delle regie più ispirate di Kevin Smith

Finalmente, a tre anni dall’uscita americana, arriva anche da noi questa irriverente commedia di Kevin Smith, già autore di Clerks oltre che apprezzatissimo sceneggiatore di fumetti. Il titolo originale aveva suscitato qualche perplessità anche in patria, per via di quella parola tabù alla fine. L’adattamento italiano ha così deciso di convertire Zach and Miri make a porno in un più (a quanto pare) inoffensivo ed accettabile Zack e Miri - Amore a…primo sesso.

Come accade costantemente nella produzione del regista statunitense, la pellicola fa dei dialoghi il suo punto forte. I suoi personaggi parlano uno slang veloce (difficilmente reso dal doppiaggio italiano), spaziano da argomenti normalissimi a volgarità indicibili e agiscono senza il benché minimo senso del pudore. La storia di questi due amici che decidono di guadagnare un po’ di soldi girando un porno sgangherato diventa il divertente pretesto per fare interagire tra loro individui al limite del macchiettistico, ciascuno con la sua dose di idiosincrasie e feticismi. Bravissimi i protagonisti Seth Rogen ed Elizabeth Banks, credibili nella loro amicizia complice e paritaria, e degni di nota anche tutti gli altri attori che danno vita a questa improbabile troupe (nonché al Bobby Long interpretato da un micidiale Brandon Routh pre Dylan Dog, al quale è affidata la sequenza probabilmente più spassosa di tutto il film).

Indubbiamente la prima parte del film, in cui la relazione fra Zack e Miri è ancora descritta come una splendida eccezione alla regola che vede impossibile un’amicizia lunga e sincera tra uomo e donna, è anche quella più riuscita e simpatica. La seconda, che vede invece un progressivo spostamento verso il romanticismo e mette un po’ da parte il pretesto comico e i toni più estremi e politicamente scorretti che l’avevano preceduta, risulta meno interessante e più stiracchiata, sebbene non abbastanza da far scadere del tutto il film.

Al di là di questo, la storia di Zack e Miri è, oltre ad una delle migliori regie di Kevin Smith, una commedia eccessiva e sboccata, coraggiosa come poche, con delle trovate dal cattivo gusto così memorabile da risultare talvolta agghiacciante – come nella scena delle bolle vaginali o in quella tanto contestata dell’abbandono scatologico a danno di un povero attore -. Qui da noi sarebbe davvero impossibile poter produrre una pellicola simile. Purtroppo (per alcuni) o per fortuna (di molti altri).

doppioschermo

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