18 May
Cannes, Jodie Foster: "Gibson interprete sensibile, con molti chiaroscuri"
Scritto da Sonia Arpaia |
 

Appena ho letto la sceneggiatura ho pensato a lui, ci voleva un interprete sensibile, con molti chiaroscuri”

Così Jodie Foster, a Cannes da regista di The Beaver racconta la scelta di Mel Gibson, nel ruolo del protagonista, un uomo complesso e intemperante. “Non so se questo ruolo potrà riabilitarlo agli occhi del pubblico – ha spiegato la Foster in un'intervista a La Stampa - ne' aiutarlo a superare i suoi problemi. È vero però che un film permette sempre di andare in fondo a se stessi. So che Mel è estremamente orgoglioso dell'esperienza. È una persona molto riservata, stavolta quello che mostra sullo schermo è molto più intenso e vero di quello che abitualmente mostra di se stesso”.

Il film racconta la storia di un uomo depresso che prova a curarsi utilizzando come alter-ego un castoro di peluche. Sulla possibilità che Gibson avrebbe potuto creare problemi durante le riprese, la Foster è categorica. “Ci conosciamo da quando abbiamo girato insieme Maverick, nel 1993, siamo amici, possiamo stare ore al telefono, Mel è capace di essere gentile, dolce, riflessivo”, ha spiegato l'attrice e regista statunitense.

La Foster ha appena lavorato con Roman Polaski sul set di Carnage. “È stata una esperienza molto interessante, Polanski è un maestro, ha un metodo tutto suo di lavorare, mi ha ricordato un pò Woody Allen, sono molto simili. - ha concluso - Tutti e due fortemente dirigisti, il set è loro e devono controllarlo completamente”.


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