Dopo il grazioso Phoebe in Wonderland del 2008, lo sceneggiatore e regista Daniel Barnz torna a cimentarsi a suo modo con il tema della diversità, sebbene in chiave meno realistica. Questa volta l’ispirazione è la fiaba de La bella e la bestia, ormai plasmata nell’immaginario comune dalla omonima trasposizione animata di casa Disney. E la chiave, com’era prevedibile, è quella contemporanea e patinata della commedia fantasy adolescenziale. Tuttavia, in questo passaggio dal gusto classico a quello moderno, molte cose non funzionano. Carina - e forse inevitabile – la scelta di una ragazza dark per attualizzare la figura della strega, e in qualche modo coerente anche la rappresentazione di un ricco rampollo edonista come novello principe. Ma il resto, purtroppo, non convince affatto. La trasformazione maledetta, che consiste in poco più che una serie di inquietanti tatuaggi e un’improvvisa alopecia, appare fin da subito assai meno mostruosa di quella che dovrebbe. E tutto ciò che concerne il pretesto e le modalità della prigionia della giovane amata sembra forzato e ridicolo al di là di ogni buon senso, così come lo sviluppo innaturalmente liscio e indolore del sentimento amoroso da parte della ragazza. Anche la regia, in definitiva, è abbastanza scialba, e non aiuta così una sceneggiatura già di per sé debole.
Probabilmente è stata appropriata la scelta estetica di Alex Pettyfer nel ruolo del protagonista “bello e maledetto” per antonomasia, sebbene la sua performance conferma la sua – ancora - modesta verve attoriale. Più apprezzabile sorridente Vanessa Hudgens, ragazza acqua e sapone della porta accanto, meno carismatica e ribelle della Belle disneyana ma più convincente del suo ricco carceriere in carne ed ossa.
Ma è innegabile che la vera attrazione del film – e forse anche l’unico reale motivo per poterne consigliare la visione – è la presenza di Neil Patrick Harris (già star deella sit-com How I met your mother e del musical supereroistico Dr Horrible Sing Along Blog), insegnante cieco dallo stile inconfondibile e dall’ironia tagliente. Suoi sono gli unici momenti interessanti e divertenti dell’intera noiosa pellicola.




